Fischi a Bastoni a Lecce ogni volta che tocca palla, il difensore paga così la simulazione su Kalulu

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Seppur trascorsa una settimana, le polemiche attorno ad Alessandro Bastoni non tendono a placarsi. Nessuna dichiarazione questa volta ad animare giorni che sono stato piuttosto turbolenti, bensì la presa di posizione del pubblico del Via del Mare, che dal fischio d’inizio di Lecce-Inter ha fischiato sonoramente il numero 95 nerazzurro, che si trattasse di un semplice passaggio o di una rimessa laterale. Facile intuire che tale atteggiamento sia figlio del secondo giallo comminato a Pierre Kalulu, arrivato proprio in coda al tuffo del difensore interista, nella sfida che la Juventus ha poi perso per 3-2.

Ed evidentemente non è bastata la presa di coscienza del calciatore che alla vigilia della sfida di Champions League con il Bodo Glimt, si era assunto le proprie responsabilità, chiedendo pubblicamente scusa e facendo quindi un passo indietro rispetto ad un comportamento che ha scatenato le ire, non solo dei tifosi juventini. Stupito non solo il calciatore, che comunque non ha mostrato segni di insofferenza e che non è stato oggetto di nessun caso da “moviola”, ma anche la panchina, su tutti Alexander Kolarov, il vice di Christian Chivu, che si è rivolto verso la tribuna dello stadio salentino, allargando le braccia e chiedendosi il perché.

Un sorriso, ai primi sonori fischi, è scappato lasciato pure a Chivu, che non ha mancato nel corso del primo tempo, avendo Bastoni a pochissimi metri di distanza, di rincuorarlo e di “distrarlo” da una situazione ambiente non semplice. «Bravo Ale, non ci pensare dai», la frase pronunciata più volta dal tecnico rumeno.


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