Ghali scompare dalla telecronaca di Rai1 ed è polemica sui social: “Viviamo in un Paese di censura”

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È diventato un caso la mancata presentazione di Ghali durante la diretta tv della cerimonia di apertura di Milano Cortina su Rai1. Il direttore di RaiSport Paolo Petrecca, impegnato nella telecronaca, non ha mai nominato il rapper italiano che ha recitato la poesia di Gianni Rodari, Promemoria, in italiano, francese e inglese per una riflessione potente sul rifiuto della guerra.

Subito dopo l’esibizione si è acceso un nuovo dibattito sui social, dove numerosi utenti hanno espresso perplessità e critiche sul trattamento riservato all’artista, parlando apertamente di una possibile ‘«censura». Un’ondata di commenti è arrivata nei minuti immediatamente successivi alla sua performance, già al centro delle polemiche nei giorni scorsi.

Nei giorni scorsi, Ghali aveva pubblicato una lunga lettera sui social denunciando di sentirsi limitato nella propria partecipazione e di essere stato escluso da alcuni momenti ufficiali dell’evento come l’inno italiano. Le sue prese di posizione sulla guerra in Medio Oriente avevano suscitato critiche in ambito politico e acceso un dibattito sul ruolo degli artisti in eventi istituzionali di portata internazionale. Resta però il fatto che l’esibizione di Ghali, invece di chiudere definitivamente le polemiche, ha finito per alimentare un nuovo fronte di discussione. Molti utenti hanno sottolineato come Ghali sia stato raramente inquadrato in primo piano, comparendo quasi sempre da lontano o dall’alto. Una scelta registica che, secondo diversi commentatori, non sarebbe casuale.

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«Ghali Schroedinger: c’era e non c’era. Non gli hanno fatto nemmeno un primo piano» ha scritto un utente. Un altro ha aggiunto: «Non hanno inquadrato Ghali neanche un secondo e in completo playback… li ha fatti cag… sotto». Secondo alcuni, anche il ricorso al playback sarebbe stato funzionale a limitare eventuali interventi spontanei da parte dell’artista. «Ghali in playback per evitare potesse aggiungere qualche parola, inquadrature studiatissime per evitare che potesse mettersi anche solo una spilla della Palestina» si legge in uno dei post più condivisi. Tra i commenti più duri, molti utenti hanno parlato di una gestione ”imbarazzante” dell’esibizione, accusando la produzione di aver deliberatamente ridotto la visibilità del cantante. «Comunque non aver mai, dico mai, inquadrato da vicino Ghali, ma sempre da lontano e dall’alto. Averci anche parlato sopra durante l’esibizione è scandaloso» ha scritto un altro spettatore. E ancora: «Mai un primo piano (e in playback?), imbarazzanti. Ghali merita rispetto. No guerra». Per alcuni, quanto accaduto rappresenterebbe il segno di un clima poco aperto al dissenso. «Più che in un Paese di armonia, viviamo in un Paese fatto di censura. Il trattamento riservato a Ghali ne è la prova evidente» si legge in un altro post diventato virale.

Andrea Varnier, amministratore delegato di Milano-Cortina 2026, nella conferenza stampa dopo la cerimonia d’apertura dei Giochi invernali, rispondendo a una domanda sulle polemiche ha provato a gettare acqua sul fuoco: «Ho visto le le immagini del segmento di Ghali e le ho trovate molte belle. Era una coreografia con i ragazzi che danzavano e formavano una colomba olimpica. L’idea della regia televisiva era di vedere l’insieme e poi il singolo. L’ho trovato un segmento molto poetico, ha dato un contributo importante all’intera cerimonia». Ma la polemica non si ferma.

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