Goggia cade in combinata: “Non avevo la tensione giusta. Poco tifo italiano? Biglietti troppo cari”

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CORTINA. Un brivido, il fiato trattenuto e il sorriso che torna: quando Sofia Goggia cade nessuno lo dice, ma tutti pensano e rivedono l’incidente di Lindsey Vonn, stessa pista. Solo, un po’ più in basso, dopo un minuto e dieci secondi di discesa. Sofia si rialza («sto bene, ho sbagliato io, sono scivolata» dirà) e il primo pensiero è per Lara Della Mea, l’altra metà della mela chiamata combinata. «Mi spiace molto per lei che non potrà provare la pista di slalom, ora vado in albergo e mi aspetterà con il bastone».

Goggia fortissimamente Goggia. Anche quando non fa risultato, anche quando non arriva. Analisi della caduta: «Ero serena ma non sono stata in grado di ricreare le condizioni psicologiche di domenica. Ho bisogno di recuperare le energie, non voglio prendere scuse non l’ho mai fatto, ma se non ho trovato energie dentro di me è perché forse devi ricaricarmi. Adesso penso al SuperG, lo sento più mio della discesa a questo punto della carriera». Era sveglia alle cinque del mattino, ha letto il post di Lindsey Vonn, l’ha scossa: «Mi piange il cuore saperla in un letto di ospedale. Soprattutto dopo quello che ha fatto per rientrare e dopo una stagione dominata. Non smettere mai di credere in te stessa, è il suo e anche il mio motto. Se mi vedo a 41 sugli sci? Sì, a Foppolo da turista».

Giovedì al SuperG ci sarà uno spettatore di eccellenza, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, «madonna, tanto per mettere un po’ di più di pressione, speriamo in bene. No, a parte gli scherzi, è un onore saperlo tra gli spettatori. Significa che qualcosa di buono abbiamo fatto». Sistema Tomba e la questione ultimo tedoforo a Cortina («mica ho scelto io di fare l’ultima, me l’hanno chiesto e sono stata felice di accettare») e infine dà una piccola grande stoccata agli organizzatori. Si parla del pubblico, più tifo degli americani che degli italiani: «Lo so, agli americani piace l’Italia e piace Cortina, sono qui a fare i turisti. Certo che vorrei più tifo italiano nel SuperG, ma ci sarà sicuramente. In coppa del mondo c’è molto più pathos, con tutte queste restrizioni non è facile venire sulla pista e poi il prezzo dei biglietti è quasi un disincentivo a vedere le gare».


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