Il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri martedì è tornato sulle sue frasi che hanno innescato una polemica nelle scorse settimane – “In Calabria voteranno per il Sì al referendum sulla giustizia gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente” – per affermare che le ridirebbe. Gratteri ha ricordato che “quando io ho iniziato a parlare sembravo l’ultimo dei Samurai. Eravamo a -25 [nei sondaggi] e nessuno parlava. Io quando parlo non penso alla convenienza”. Il procuratore di Napoli ha aggiunto che, anche secondo lui, quello del 22-23 marzo “non è un referendum sul governo, è un referendum sui contenuti”.
Ansa
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