La guerra scatenata dall’offensiva contro l’Iran e gli attacchi incrociati con i Paesi del Golfo Persico hanno causato la più grande interruzione del trasporto aereo globale dall’inizio della pandemia di Covid, con migliaia di voli cancellati nei trafficatissimi hub emiratini. Iran, Iraq, Israele, Siria, Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi Uniti avevano tutti già annunciato la chiusura, almeno parziale, dei loro spazi aerei quando Teheran ha colpito sia l’aeroporto internazionale di Dubai, sia il principale aeroporto del Kuwait.
L’Agenzia europea per la sicurezza dell’aviazione ha emesso la sua raccomandazione a tutte le compagnie perché evitino di “operare nello spazio aereo interessato a tutti i livelli e le altitudini di volo” almeno fino ad oggi 2 marzo.
IL CASO
Migliaia di voli cancellati e centinaia di petroliere ferme a Hormuz: il grande ingorgo globale
A CURA DELLA REDAZIONE WEB
Emirates, Etihad, Air France, British Airways, Air India, Turkish Airlines e Lufthansa si sono quindi affrettate da ieri ad interrompere i collegamenti che ieri non sono ripresi, congelando gli spostamenti di decine di migliaia di persone rimaste a terra o bloccate nelle città mediorientali.
Rimborso dei voli per la guerra in Iran e i diritti dei passeggeri
Le decine di migliaia di viaggiatori italiani – turisti e residenti, nonché passeggeri provenienti dall’Estremo oriente e dall’Oceania con voli in coincidenza verso destinazioni italiane ed europee – colti dagli attacchi bellici mentre si trovano nella Penisola Arabica possono beneficiare delle norme a tutela dei diritti dei passeggeri. Lo spiega l’associazione di consumatori Aduc, sottolineando che dalle compagnie “gli indennizzi non sono dovuti, visto che ritardi e cancellazioni non sono responsabilità dei vettori aerei” mentre invece “è prevista assistenza in loco (sia nella Penisola arabica che nelle località da cui avrebbero dovuto partire i voli con successive coincidenze) con alloggio, cibo e bevande, trasferimenti, conforto sanitario, comunicazioni e informazioni sullo stato dei fatti“. «Se questi servizi di assistenza non vengono erogati o lo sono in parte o maldestramente – spiega ancora l’Aduc -, una volta tornati, i passeggeri possono rivolgere richiesta danni agli specifici vettori aerei».
La “Task Force Golfo” della Farnesina


Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha creato una “Task Force Golfo” che rafforzerà il lavoro dell’Unità di Crisi e sosterrà l’impegno delle ambasciate e dei consolati nella regione per far fronte alle migliaia di richieste di assistenza delle migliaia di cittadini bloccati nei paesi del Golfo. Il Governo italiano ha accolto con favore la collaborazione che i governi del Golfo e le loro linee aeree stanno offrendo ai cittadini bloccati, innanzitutto offrendo assistenza per alloggiare in albergo. L’ambasciata negli Emirati e quella in Qatar sono riuscite a far spostare dagli aeroporti in alberghi tutti i passeggeri in attesa. Al momento non ci sono previsioni di riapertura degli aeroporti. La Farnesina invita a consultare il sito ViaggiareSicuri.it per tutti gli aggiornamenti e le informazioni utili.
Il Ministro ha aggiunto che la task force risponde allo stesso numero (0636225) dell’Unità di crisi, “ma con un centralino che smista” le chiamate. Telefonate – che per stessa ammissione di Tajani – sono arrivate a centinaia nelle ultime ore da chi è rimasto bloccato ma anche, e nei soli Emirati sono circa 20 mila, vive stabilmente nella zona interessata dai bombardamenti incrociati. «Come numeri – ha aggiunto il vicepremier – ci preoccupano quelli dei civili, soprattutto a Dubai, perché ci sono anche tanti minorenni soli, in viaggio con la scuola».
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