Guerra in Iran: tonfo delle borse europee, i mercati aprono in rosso

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Aprono in rosso tutte le principali piazze europee con l’indice Ftse Mib che cede il 2,3% appena dopo l’apertura. A seguire il Dax tedesco che cede il -2,2%, allineato all’Ibex spagnolo e poco più alto del Cac francese -1,6%. Continuano a scivolare da ieri quando hanno chiuso in profondo rosso, tutte intorno al -2%

A far tremare i mercati è lo spettro di una crisi energetica e commerciale dovuta agli attacchi in Iran.

A Milano tra le peggiori c’è A2a che apre a -3,72% e invece apre in positivo Eni, vicina all’+1%.

L’impatto sul petrolio

Due gli elementi avvenuti nel corso del conflitto che stanno pesando sui mercati energetici: l’incubo di una chiusura dello stretto di Hormuz e l’attacco ai siti energetici del Qatar. Da Hormuz transita il 20% del petrolio mondiale e l’84% delle scorte è diretto in Asia (India e Cina tra le prime destinazioni). Questo sta generando impennate nella quotazione del Brent.

Secondo molti analisti questa corsa farà parte delle decisioni sulla continuazione del conflitto. «Per gli Stati Uniti – spiegano gli analisti di Unicredit – un prolungato rialzo dei prezzi del petrolio aggiungerebbe pressioni indesiderate in un anno elettorale, quando gli elettori americani sono già irrequieti per il caro vita. Per la Cina, l’interruzione di una fonte chiave di importazioni energetiche avrebbe ricadute negative su una crescita già in rallentamento».

Il rialzo del gas

Prosegue anche il rally del gas che si avvicina a 60 euro al megawattora, dopo un’apertura già caratterizzata da forti guadagni. A pesare è soprattutto l chiusura dell’impianto di Ras Laffan dopo gli attacchi al sito produttivo. Alla borsa di Amsterdam i prezzi hanno toccato un picco di 59,45 euro al megawattora, per poi ritracciare fino a 54,31 euro, registrando comunque un incremento del 24%.


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