Guido Meda: ai tempi dei social non avremmo avuto la rivalità Valentino Rossi-Max Biaggi

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«È la mia 25ª stagione, festeggio le nozze d’argento con la MotoGP», Guido Meda sorride guardandosi alle spalle. È lui la voce delle due ruote, quella che ha raccontato l’epopea di Valentino Rossi, i successi di Pecco Bagnaia e l’ultimo titolo di Marc Marquez. Lo sarà ancora per almeno altri due anni, perché Sky trasmetterà la MotoGp fino alla fine del 2027.

Dopo tanti anni, sente ancora un brivido prima di iniziare una nuova stagione?

«Assolutamente, ci sono i nostalgici, ma a me piace il progresso. Continuo a trovare i piloti dei “begli animali” da gara e da vita, se ci aggiungo anche la mia passione per le moto, questa combinazione continua a rendermi gradevole partire. Inoltre, mi diverte ancora quando si accende la luce rossa, inizia la diretta e inizio a parlare. Non è ancora arrivato il momento di dire basta».

Ha iniziato a commentare il motomondiale un quarto di secolo fa, i piloti sono rimasti uguali?

«Abbiamo guadagnato in quantità di immagini, dalla tv ai social, ma abbiamo un po’ perso in libertà di espressione. Si sono adeguati, i piloti devo rimaner un po’ più abbottonati, ma la pasta di cui sono fatti è sempre quella: in moto sono gli stessi di vent’anni fa. Magari hanno meno tempo da dedicare ai rapporti umani per via della sofisticazione dello sport, penso agli allenamenti, al lavoro nel box».

Si è mai immaginato come sarebbe stata la rivalità fra Valentino Rossi e Max Biaggi ai tempi dei social?

«Secondo me non avremmo vissuto quel tipo di rivalità. Avrebbero capito di essere uno per l’altro un patrimonio, quello che succedeva fuori dalla pista avrebbe polarizzato ancora più le tifoserie creando problemi insostenibili. È una valutazione che però ha poco senso, perché siamo tutti cambiati, il mondo è cambiato».

Torniamo al presente, questo sarà l’ultimo anno della MotoGp con motori di 1.000 cc, dal 2027 passeranno a 850. Si sta chiudendo un ciclo?

«Vado un po’ controcorrente sul peso della rivoluzione tecnica, quello che farà più differenza sarà il passaggio alle gomme Pirelli. Quel cambiamento potrà rimescolare un po’ le carte».

Che novità ha preparato Sky per questa stagione?

«Avremo una nuova rubrica, “Techno”, in cui Mattia Pasini spiegherà in modo semplice come funziona una MotoGp dal punto di vista tecnico, poi un’altra rubrica dedicata al turismo e alle strade più belle d’Italia. Inoltre introdurremo “Schegge”, un esperimento per riuscire a integrare social e televisione: chiederemo a dei creator comici dei graffi sul mondo delle moto. Il giovedì pomeriggio condurrò “Racebook”, in cui passeggerò nel paddock facendo vedere quello che solitamente in tv non si vede. Infine, continueremo con gli speciali sulle moto iconiche».

Anche la SBK continuerà a essere su Sky.

«Non solo, come sempre sarà trasmessa integralmente anche in chiaro su TV8».

Cosa si aspetta da questa stagione dal punto di vista sportivo?

«Sarei disonesto se non dicessi che Marc Marquez, nonostante l’infortunio, parte da favorito. È un fenomeno e spero che i mesi invernali siano serviti agli altri per capirlo, perché un avversario del genere ti fa vedere cosa ti manca. Non vedo perché Bezzecchi non dovrebbe ripartire da dove ha concluso lo scorso anno e perché Alex Marquez dovrebbe soffrire in questa stagione. Ho un punto di domanda su Bagnaia che, insisto, non può essere quello che abbiamo visto l’anno scorso. Inoltre, sono curioso di Toprak Razgatlioglu, ma non lo carico di responsabilità al suo debutto in MotoGp e su una Yamaha ancora indietro con il nuovo progetto».

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