I bimbi del bosco, la bufala dello sciopero della fame e il cortocircuito tra Garanti

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VASTO (CHIETI). Quando nella casa famiglia di Vasto piomba la Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, lo spirito non è dei migliori. Solo 24 ore prima dal Tribunale dei minori dell’Aquila le era stato negato l’accesso nella struttura con i consulenti socio-sanitari che lei avrebbe voluto condurre all’interno del centro di accoglienza dove alloggiano i tre bambini di Catherine e Nathan: “Può venire da sola, ma altre figure professionali possono turbare in questo momento l’equilibrio dei minori”.

Accuse e veleni

Certo non il modo migliore per accogliere il funzionario con il calumet della pace. Così, appena arrivata sull’uscio della struttura, ancora prima di accertare con i propri occhi la realtà dei fatti, la Garante dà fuoco alle polveri. Prima contro le assistenti sociali: “Spesso sono poco formate – dice – e quando lo Stato si avvicina a una famiglia deve adattarsi, ci dev’essere competenza per capire. E se si crea una difficoltà insuperabile, magari si prova a cambiare l’assistente sociale. In questo caso – l’altra sottolineatura – c’era anche un gap linguistico e culturale che potrebbe aver complicato le cose..”.

Il mistero dei pasti

Poteva bastare qui prima di tuffarsi nell’agone della casa famiglia, ma Terragni rincara la dose: “Mi dicono che i bambini non mangiano, che hanno iniziato uno sciopero della fame. Se è così è un fatto grave, sono qui per accertarmi anche di questo”. Poi, quando dopo tre ore e mezza la Garante esce dalla casa famiglia, anche questa narrazione affidata per giorni alle cronache, è già evaporata: “Ho visto i bambini, sono bellissimi e di grande appetito. Forse un po’ troppo iperattivi, ma la notizia che non stiano mangiando si è rivelata completamente errata”.

Il bis a tavola

E menomale, perché l’incidente avrebbe rischiato di creare un serio cortocircuito con la collega, la Garante regionale dei minori Alessandra de Febis, che nella stessa mattinata di ieri, contattata sul punto dai media, aveva risposto così: “Ho avuto modo di verificare personalmente che non esiste alcuno sciopero della fame da parte dei bambini. Ho pranzato con loro e con il padre, condividendo lo stesso tavolo all’interno della struttura che li ospita, nelle giornate di ieri e di lunedì: non c’è alcuno sciopero della fame da parte dei bambini, che hanno addirittura fatto il bis dei primi piatti”.

Il sopralluogo nella nuova casa

E già che ci siamo arriva un’altra precisazione, confermata dalle notizie di giornata: “Desidero sottolineare che Nathan si è reso disponibile a un colloquio con gli assistenti sociali e sta iniziando un percorso in questa direzione”. Che proprio ieri mattina, di buon’ora, si è concretizzato con un incontro riservato, lontano dal clamore della struttura di Vasto, tra il papà dei bambini e l’assistente sociale con cui la coppia, soprattutto Catherine, è sempre stata in contrasto fino a ieri. Anche qui sarebbe stata decisiva la mediazione della De Febis. Sempre ieri, un altro passo avanti è stato fatto con il sopralluogo di Nathan a Palmoli, per vedere l’abitazione messa a disposizione dal sindaco Giuseppe Masciulli in vista del possibile ritorno a casa dei bambini. A fine marzo bisognerà lasciare il b&b concesso da ristoratore di Ortona, Armando Carusi, che si era comunque offerto di proseguire il contratto di comodato d’uso per venire incontro alla coppia.

Si tratta di uno stabile costruito su un solo piano, tre camere più servizi, in prossimità dello stadio comunale. Nathan ha detto sì anche su questo. Mamma Catherine, allontanata dai suoi bambini, se ne farà una ragione, pur di riabbracciarli presto. Intanto, per stringersi attorno alla famiglia del bosco, un comitato spontaneo ha organizzato una manifestazione nazionale a Roma per il 29 e 31 marzo: corteo con partenza in piazza Vittorio Emanuele e flashmob nei pressi di Montecitorio. Dove la politica è arrovellata nella campagna referendaria sulla giustizia.

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