Il cubo che fa litigare Firenze e lo scaricabarile tra Comune e soprintendenza

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FIRENZE. Il cubo nero sull’ex Teatro Comunale rende sempre più rovente il clima politico a Firenze. Mentre la procura, in particolare il pm incaricato dell’inchiesta Marilù Gattelli, ha iniziato a interrogare i dieci indagati (ma gli avvisati potrebbero essere anche di più), funzionari e dirigenti dell’urbanistica del Comune e della Soprintendenza assieme ai componenti della commissione consiliare del paesaggio, a Palazzo Vecchio è andato in scena un consiglio comunale molto agitato sul progetto di trasformazione urbanistica più contestato degli ultimi anni.

Sono state le domande di chiarimenti, assieme alla richiesta delle opposizioni in aula (respinta dalla maggioranza) di una comunicazione urgente della sindaca Sara Funaro, a innescare le polemiche. La sindaca non era in consiglio, è toccato all’assessore all’urbanistica Caterina Biti replicare alle domande. Dopo le scontate dichiarazioni di fiducia sull’operato della magistratura e sui chiarimenti che arriveranno dai dipendenti comunali coinvolti, l’assessora ha provato ad allontanare le pressioni e le critiche da Palazzo Vecchio. «Resta in capo al ministero della Cultura, attraverso le sue articolazioni periferiche rappresentate dalla Soprintendenza – è il testo della risposta letta da Biti in aula – l’espressione del parere obbligatorio vincolante sul merito paesaggistico. L’autorizzazione rilasciata dagli uffici comunali è un atto di recepimento del loro parere».

Parole che puntano l’indice contro l’ex soprintendente Andrea Pessina, ma che non piaceranno sicuramente all’attuale soprintendente Antonella Ranaldi. Qualche giorno fa è stata resa nota una lettera inviata al Comune nella quale la Soprintendente chiedeva di attutire «l’effetto riflettente e cangiante dei colori» del cubo che sovrasta l’ex Teatro Comunale. La risposta della giunta ha scatenato le opposizioni in aula.


(ansa)

«L’asserragliamento dietro il muro dell’oblio per difendersi dalle accuse non aiuta Firenze», hanno detto i consiglieri di FdI, Fi, Noi moderati, Lega e lista Schmidt dopo la bocciatura della loro mozione che chiedeva l’intervento della sindaca Funaro. «La gestione del caso dimostra, per l’ennesima volta, l’incompetenza di chi governa Firenze. Pare ci siano stati grossolani errori che neanche un bambino avrebbe fatto. Almeno evitino lo scaricabarile», ha tuonato il consigliere leghista, Guglielmo Mossuto.

A che punto è l’inchiesta

Le scosse telluriche sulla politica fiorentina saliranno di grado man mano che l’inchiesta andrà avanti. Le accuse formulate dalla procura sono falso ideologico, abuso edilizio e violazione del testo unico del paesaggio. Gli inquirenti hanno concentrato la loro attenzione sull’iter amministrativo e sui vari passaggi tra enti che hanno portato all’approvazione e poi alla realizzazione del progetto di demolizione dell’ex Comunale e di costruzione di tre blocchi, dentro i quali troveranno posto camere d’albergo di lusso e appartamenti.

Un’estate passata all’ombra del “cubo nero”, un clamore mediatico internazionale, post graffianti sui social in puro stile fiorentino, fino ad arrivare a settembre, alle acquisizioni di documenti da parte delle Fiamme gialle e dei carabinieri negli uffici del Comune e della Soprintendenza. Siamo solo agli inizi, il cubo nero è destinato a infiammare ancora il clima politico a Firenze.

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