Per Said Alì, da tutti conosciuto come «Don Alì», ovvero quello che si proclama «il re dei maranza» di Barriera di Milano, si apriranno le porte del carcere. È di circa cinque anni la pena definitiva che ha raggruppato in un unico atto giudiziario una serie di episodi commessi da Said Alì nel tempo. Ovvero: rapine, minacce, furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.
Tiktoker violento
Il violento tiktoker di 25 anni compiuti sabato scorso, ora è già rinchiuso dietro le sbarre per l’aggressione ai danni di un maestro elementare – insieme ad altri due giovani di 25 e 27 anni che ora hanno l’obbligo di firma – avvenuta lo scorso novembre. Una spedizione punitiva ripresa con lo smartphone e poi pubblicata sui social. Come moltissimi altri filmati che Ben Alì, con l’atteggiamento da bullo e la solita dose di arroganza, diffondeva sui suoi profili seguiti da migliaia di followers.
“Io sono la legge”
Filmati nei quali ha sempre sostenuto di non avere paura delle guardie, di fare quello che vuole e di essere lui la legge, soprattutto a Barriera di Milano. Il provvedimento, partito dalla procura di Rimini, è approdato a Torino al pm Roberto Furlan, che si occupa del caso.
Il caso
La banda di Don Alì e l’agguato al prof, un coach di boxe il presunto mandante dell’aggressione?
Processi passati e futuri
Le condanne diventate definitive chiudono solamente un capitolo della storia del 25enne che viveva sui social. Perché, nell’imminente futuro, dovrà anche affrontare il processo per l’agguato all’insegnante elementare dell’Istituto Immacolatine, accusato – senza lo straccio di una prova – di aver maltrattato dei minorenni. Il maestro venne aggredito in mezzo alla strada, mentre era in compagnia della figlia di appena 3 anni e mezzo.
Nascosto in cantina per paura
Said Alì, probabilmente, aveva capito di averla fatta grossa quella volta. E, per poco più di un giorno, si è nascosto nelle cantine del suo palazzo mentre i falchi della Squadra mobile gli stavano con il fiato sul collo. Infatti venne arrestato e portato in Questura dove scoppiò in lacrime davanti al dirigente della Mobile, Davide Corazzini.
La difesa
Per il ragazzo, la sua avvocata Federica Galante, ha chiesto l’abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica: una mossa dal significato tecnico preciso, volta a verificare la capacità di intendere e di volere al momento dei fatti o eventuali condizioni cliniche rilevanti.
Venerdì è prevista l’udienza in cui il giudice dovrà sciogliere la riserva. Nel frattempo, l’account social da oltre trecentomila seguaci è scomparso e i followers di Don Alì dovranno fare a meno delle gesta del «re dei maranza» per un po’.
L’aggressione alla troupe Mediaset
Prima di essere arrestato, il «re dei maranza» ha anche assalito una troupe di Mediaset che voleva intervistarlo. In futuro, rischia una nuova condanna e potrebbe dover risarcire sia il maestro e sua figlia, vittime dell’aggressione, sia le suore che gestiscono la scuola: chiedono un milione di euro.
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