CORTINA. Bisogna saper sciare su questa pista del SuperG di Cortina. Bisogna leggere la pista e saperla domare, non schiaffi ma carezze. In due parole bisogna essere Federica Brignone. Stupenda, inarrivabile, incredibile. Dieci mesi dopo l’infortunio ai legamenti del ginocchio, Federica vince l’oro olimpico e si staglia, dopo un argento e due bronzi, nel gotha dello sport italiano e mondiale.
Federica scende con il pettorale 6, il casco della tigre proiettato verso il basso, i pensieri lasciati indietro, solo lei e la pista. A tu per tu e vediamo chi la spunta. Federica è delicata ma non smette di attaccare, prima di lei due uscite avrebbero potuto intimidirla, ma lei è di un altro pianeta. Il presidente Mattarella la guarda da una terrazza che affaccia sull’arrivo, al suo fianco la figlia Laura e la presidente del Cio Kirsty Coventry. Applaude di gusto il capo dello Stato.

Federica si mette in testa, chiude in 1’23″41 centesimi e poi si accomoda nell’angolo dei leader e aspetta. Vede uscire Sofia Goggia che spinge la sua fuoriserie al limite senza controllarla, vede avvicinarsi la francese Miradoli (seconda) a 0.41, davanti all’austriaca Huetter lontana 52 centesimi. «Sento i brividi, sono emozionarsi. Volevo essere fluida e ci sono riuscita». È il trionfo della forza, della volontà, della classe. Federica è tutto questo e molto di più. Federica è tutti noi. Anzi, siamo noi oggi che vorremmo essere lei. Non perché ha vinto, ma perché non ha mai smesso di crederci.
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it




