Inter-Juve, Elkann chiama Gravina: “Forte disappunto, bisogna ridare credibilità al calcio italiano”

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John Elkann, presidente di Exor, la holding che controlla la Juventus, ha voluto manifestare le proprie preoccupazioni al presidente Gabriele Gravina, dopo la partita con l’Inter e le polemiche per il rosso a Pierre Kalulu.

Elkann, secondo quanto si apprende, ha espresso forte disappunto per i numerosi e ripetuti errori arbitrali e sollecitando l’individuazione di soluzioni efficaci volte a migliorare il sistema e a garantire l’integrità e la credibilità del calcio italiano. Elkann ha anche espresso vicinanza e pieno sostegno al club e alla squadra.

L’intervento di Saviano

Roberto Saviano interviene duramente sui social. La frase scritta su una foto di Beppe Marotta, presidente dell’Inter, è lapidaria: “Finché quest’uomo avrà un ruolo nel calcio italiano, tutti avranno la sensazione che i campionati siano falsati”. Poi, nel post, un ampio riferimento alle indagini sulla criminalità organizzata nella curva dell’Inter: “Finché Giuseppe Marotta avrà un ruolo nel calcio italiano tutti avranno la sensazione che i campionati siano falsati. La rabbia di Chiellini ieri sera sembra il sentimento di uno che non abbia mai avuto a che fare con Marotta. Il campionato italiano oggi è falsato e pure se dovesse vincerlo l’Inter non avrebbe alcun valore. Non è un attacco ad atleti e tifosi, che sono le prime vittime di un sistema non del tutto trasparente. Finché certe dinamiche resteranno intoccabili i campionati non saranno mai davvero normali. É l’ennesimo episodio che coinvolge l’Inter, mentre là curva nerazzurra è ancora scossa dalle tensioni: l’episodio di Audero è una delle conseguenze che il sistema calcio italiano ha fatto finta di non capire. Le vicende delle infiltrazioni della Ndrangheta nel tifo organizzato non sono fantasie da bar. Sono temi finiti nelle aule giudiziarie. Sui rapporti con l’Inter, il punto centrale è contenuto in un passaggio preciso di un provvedimento giudiziario. La giudice scrive: «Le indagini svolte hanno evidenziato che la società interista si trovava in una situazione di sudditanza nei confronti degli esponenti della Curva Nord, finendo, di fatto, per agevolarli, seppur “obtorto collo”». Qui non si parla di Inter contro altri. Non è una questione di colori. Il problema non è il calcio, il calcio è la manifestazione del problema. In un Paese normale, certe domande avrebbero già trovato risposte definitive. Chi prova a raccontare queste dinamiche viene spesso sommerso da accuse di faziosità. Nel calcio italiano, le condizioni normali sembrano l’eccezione. E finché sarà così, ogni vittoria sarà accompagnata da un’ombra”. Non è una questione di colori. Non è una questione di simpatie o antipatie sportive. Qui non si parla di Inter contro qualcuno. Si parla di sistema. Quando un provvedimento giudiziario afferma l’esistenza di una “situazione di sudditanza” nei confronti della Curva Nord, il tema non è più da bar sport. È istituzionale. È strutturale. Quando su vicende così delicate, il calcio italiano reagisce con prudenza selettiva, silenzi o versioni ufficiali che poi vengono smentite dai fatti, il problema non è il risultato di una partita. Il problema è la credibilità. Gli atleti e i tifosi sono le prime vittime di un sistema che troppo spesso protegge sé stesso prima di proteggere la trasparenza. Il calcio è solo la manifestazione del problema. E finché non si avrà il coraggio di affrontarlo fino in fondo, ogni vittoria sarà accompagnata da un’ombra”.


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