Sì, Nathan Trevallion ha indossato la giacca. Sì, Catherine Birmingham ha fatto una virata a trecentossessanta gradi e ha smussato, ringraziato e pianto mentre era a palazzo Giustiniani durante l’incontro voluto dal presidente del Senato Ignazio La Russa per ascoltare le parole della famiglia che sta a poco a poco accettando le richieste di tribunali e assistenti sociali per tornare a vivere con i tre figli che vivono da oltre settimane da soli in una struttura a Vasto.
Famiglia nel bosco, Catherine Birmingham in lacrime: “Mai fatto del male ai bambini”
Catherine Birmingham ha letto una lettera spiegando di aver «scelto l’Italia perché aveva gli stessi valori che con cui volevamo crescere i nostri bambini e cioè la famiglia, l’amore, lo stare insieme, il vivere e mangiare in maniera naturale e più di tutto un’esistenza piena di amore e pace dove le persone si supportano». Mezz’ora è durato il colloquio durante il quale la donna ha spiegato di essere lì «per essere ascoltati e per poter tornare a essere di nuovo una famiglia». E di essere lì per tendere una mano e dire «la nostra verità».
«Come una madre e un padre che adorano i loro bambini, che hanno sempre messo i loro bisogni al primo posto, che hanno sempre agito nella consapevolezza e nella conoscenza di ciò che era giusto per loro, pur consapevoli di non essere né perfetti né di possedere verità assolute, essere presi di mira e attaccati nel modo in cui lo siamo stati noi va oltre la nostra capacità di accettazione e comprensione. Quello che Nathan e io siamo venuti qui per offrire oggi era la nostra verità e il nostro continuo impegno a essere genitori responsabili e amorevoli che siamo».
Famiglia del bosco, La Russa a Birmingham e Trevallion: “Spero che i figli stiano con i genitori”

Un incontro rinviato di una settimana per evitare strumentalizzazioni durante gli ultimi giorni di campagna per il referendum. E anche ieri La Russa ha voluto precisare il motivo dell’invito, non un intervento nelle decisioni dei giudici ma una moral suasion. «Non ho né titoli né intenzione di mettere in discussione i provvedimenti dell’autorità giudiziaria né tanto meno voglio giustificare lo stile di vita di Nathan e Catherine. Spero possa essere utile invitare tutti, con la mia moral suasion, affinché vengano eliminate le rigidità di tutti e tutte le rigidità in modo da favorire il più possibile il ritorno a una famiglia unita».
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it







