La riscoperta della tv Anni 90, vecchie serie, grandi numeri

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La maratona di episodi di E. R. L’attesa per Beverly Hills 90210. Era la tv degli Anni 90 ma anche quella, gettonatissima, di oggi. Canali e piattaforme tv hanno scoperto che i cult del passato sono molto più che meri tappabuchi da usare distrattamente in replica giusto per coprire gli spazi vuoti del palinsesto: possono trasformarsi in «novità di ritorno» in grado di attirare visualizzazioni e scippare spettatori alla concorrenza.

Prendiamo per esempio Netflix. Dopo aver inanellato una serie di riusciti medical drama (The Resident, Respira, News Amsterdam), ha perso il treno di The Pitt: il titolo è stato trasmesso prima da Sky per poi passare in streaming su Hbo Max, dove è disponibile in esclusiva la seconda stagione. Si tratta di un prodotto che si è imposto all’attenzione di pubblico e critica, sbancando agli ultimi Golden Globes. In qualche modo Netflix doveva trovare il modo di parare il colpo e così si è giocata l’unica carta che gli avrebbe permesso di vincere, in una sola mossa, la partita: E. R. – Medici in prima linea. La serie che lanciò negli Anni 90 George Clooney, e alla quale la stessa The Pitt si ispira, è tornata da febbraio disponibile su Netflix in modalità binge watching. Si possono vedere tutte le 15 stagioni e gli utenti la stanno ovviamente divorando.

“E. R. -Medici in prima linea” (Netflix) 

Sempre su Netflix spopola The Mentalist: basta farsi una chiacchiera tra amici e parenti, per sentirsi dire che hanno scoperto una «nuova serie tv, bellissima». Peccato che le indagini del carismatico mentalista Simon Baker siano datate 2008. Le nuove generazioni però non lo conoscono e così, complice una scrittura di ferro, dopo sole 48 ore dal rilascio The Mentalist è entrato a marzo nella Top delle serie tv internazionali più viste su Netflix.

Ad aprile scoppierà poi il caso Beverly Hills 90210. Il celebre successo di Aaron Spelling, che nel 1990 battezzò il genere dei teen drama, si era concluso nel 2000, dopo dieci stagioni e quasi 300 episodi. Per qualche ragione, probabilmente legata ai diritti, l’Italia smise di replicarlo già dall’anno seguente: da allora, non è stato più possibile rivedere le avventure di Brenda e Brandon Walsh. I fan potevano al massimo recuperare qualche sequenza, rigorosamente in inglese, su TikTok o Instagram. Da qui, il colpaccio di Sky che, dopo 25 anni, ha riportato il cult generazionale in Italia assicurandosi la messa in onda integrale del titolo: una replica monstre, che verrà proposta dal 3 aprile per la prima volta in HD e in 16:9 sul canale Sky Collection, oltre che in modalità on demand su NOW. L’effetto nostalgia farà il resto.

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Non accenna poi a calare il seguito riscosso da Friends: la sit com con Jennifer Aniston, David Schwimmer, Courteney Cox, Lisa Kudrow, Matt LeBlanc e Matthew Perry è iniziata nel 1994, sarebbe dovuta finire nel maggio 2004 e invece sopravvive a se stessa. Il titolo è un must have dell’offerta di quasi tutte le piattaforme, consapevoli che un click, agli amici del Central Perk non lo si nega mai. Un po’ come succede con The Big Bang Theory: altra sit com, amatissima, con protagonisti i genietti nerd Sheldon (Jim Parsons), Leonard (Johnny Galecki) e la loro vicina di casa Penny (Kaley Cuoco). La loro storia va in onda anche sui canali Mediaset ma il fatto che sia scelta e rinnovata da colossi come Prime Video, Netflix, Hbo Max dimostra il suo potenziale di contenuto premium.


“I segreti di Twin Peaks” (Paramount +) 

Da segnalare anche il recente ritorno, su Prime Video, de La tata con un allora giovanissima Fran Drescher. Il primo episodio esordì nel 1993. Tra gli evergreen che spopolano, anche Una mamma per amica nonché l’intramontabile Signora in giallo che è tornata a indagare (anche) su Sky. Non ultimo, su Paramount+ riecheggia ancora la domanda delle domande: «Chi ha ucciso Laura Palmer?». Qui si possono recuperare le prime due stagioni di Twin Peaks che negli Anni 90 incollò al divano mezza Italia. Oggi l’effetto che suscita non è poi tanto diverso. Il merito va sicuramente a una scrittura che permette (a questa come a tutte le serie sopra citate) di trovare la quadra tra due esigenze apparentemente inconciliabili: mantenere alta l’attenzione del pubblico, spendendo poco. Essendo materiali di archivio, le novità di ritorno implicano una spesa che inizia e finisce con l’acquisto dei diritti e uno storico di risultati che ne certifica il successo. Vecchie serie, nuovo business.

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