Lacrime, fiori e magliette per l’ultimo saluto al piccolo Domenico

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INVIATA A NAPOLI. Arriva alle 11 in punto la bara del piccolo Domenico davanti al Duomo di Nola per questi funerali a lungo attesi dalla famiglia. Perché c’è un momento per lottare e uno per piangere con una città intera.

Magliette con il volto di Domenico ai funerali a Nola

 

Il portellone posteriore del carro funebre si apre lentamente, quattro uomini prendono la bara bianca, minuscola, leggerissima. La mamma del piccolo Domenico sta già salendo le scale, gli occhi gonfi di pianto. Il padre si avvicina a quello che resta del più piccolo dei suoi tre figli, il più simile a lui, e prende in spalla un lato della bara.


La mamma del piccolo Domenico

 (ansa)

La città intera lì segue lungo la navata principiale. Nessuno può avvicinarsi alla bara, che viene protetta da un cordone. I fiori, i biglietti di conoscenti e amici vengono appoggiati all’esterno. All’interno entrano solo gli abbracci e le parole di condoglianze per la madre e il padre. Fra i primi ad arrivare il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che è originario di Nola e che ricorda che questo è «il momento del dolore e che verrà poi il momento di accertare le responsabilità».

Poco prima della funzione, che sarà celebrata alle 15, è attesa anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. A presiedere il rito funebre sarà il vescovo di Nola, don Francesco Marino, e ci sarà anche l’arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia.


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