Proseguono anche oggi, domenica, le attività investigative dei carabinieri del Nas sulla morte del piccolo Domenico, spentosi ieri al Monaldi. I militari sono tornati stamane nell’ospedale partenopeo nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura partenopea (con l’aggiunto Ricci e il sostituto Tittaferrante) dopo aver proceduto ieri alla notifica degli avvisi di garanzia ai sei sanitari indagati, con il sequestro dei loro cellulari per verificare le comunicazioni intercorse durante il trasporto del cuore e durante il trapianto. Ma il numero degli indagati, ai quali ora viene contestato il reato di omicidio colposo, potrebbe aumentare nei prossimi giorni.
L’INCHIESTA SUL TRAPIANTO FALLITO
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MANUELA GALLETTA
Intanto l’avvocato Francesco Petruzzi, difensore della famiglia del piccolo dichiara che: «Dalla cartellina clinica di Domenico che ci ha inviato il Monaldi manca il diario di perfusione, ossia il tracciato della circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore, prima di impiantare quello danneggiato». «Domani mattina torno in procura per segnalare l’anomalia e chiedere a loro che acquisiscano questo documento, se già non l’hanno fatto».
L’INTERVISTA
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Altro aspetto sollevato da Petruzzi sulla documentazione ricevuta dal Monaldi è la scansione degli orari. «Le varie fasi sono descritte cronologicamente ma manca il minuto preciso, che sarebbe necessario per comprendere il succedersi degli eventi».
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Domani il legale parlerà anche di questo con il procuratore aggiunto Ricci, che coordina l’inchiesta. Petruzzi depositerà inoltre la nomina dell’anatomopatologo di parte in vista dell’autopsia, che non è ancora stata fissata.
L’inchiesta potrebbe allargarsi anche ai sanitari di Bolzano coinvolti nel trasporto, dopo che la Procura altoatesina ha trasferito la documentazione a quella di Napoli. L’attività di recupero atti sta proseguendo anche in vista dell’esame autoptico che si terrà nei prossimi giorni.
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La tragica fine di Domenico ha commosso tutta Italia. Cittadini comuni, coppie di giovani fidanzati, padri con figli al seguito si stanno radunando all’esterno dell’ospedale Monaldi di Napoli per rendere omaggio al piccolo morto ieri, a cui due mesi fa è stato trapiantato un cuore danneggiato. C’è chi lascia fiori con bigliettini di affetto, chi si ferma solo a pregare, chi scuote il capo incredulo davanti al dramma che si è consumato. Una ciclista non trattiene le lacrime. Tanti i palloncini – spicca uno blu con la scritta ‘Domenico, perdonaci’ – fiori e pupazzetti di peluche che Napoli sta adagiando all’ingresso dell’ospedale.
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