Le crepe invisibili degli amori al capolinea: i dieci motivi che rompono le coppie

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Ci sono dei motivi, solitamente sempre gli stessi, per cui una coppia può arrivare alla rottura. Spesso identici – i motivi, non le persone – nei racconti di chi si lascia o di chi si rivolge a me, tornano imponenti e prepotenti a inquinare il cuore, le parole e i silenzi. Ogni coppia reagisce in maniera soggettiva alla mareggiata chiamata crisi di coppia. C’è chi la tacita e la nega. Chi la attraversa con coraggio, con aiuti specialistici o senza. Chi intraprende la strada della terapia di coppia, nelle speranza non solo di risolvere ma di non ricadere più nello stesso passo zoppo del passato.

Chi la sublima inserendo nella coppia diversivi, hobby, sport estremo, bagordi con gli amici. Tutto ciò che può confondere e distrarre dal disagio di fondo. Altre coppie, solitamente tante, intraprendono la strada del tradimento come antidolorifico, altre ancora del silenzio e della triste condizione da separati in casa.

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I disagi che squadernano la coppia

Alcuni passaggi dei racconti, così come i nomi, sono stati inventati o modificati per motivi creativi e di privacy.

1 – Comunicazione inefficace. Lia chiedeva amore e Marco restituiva silenzio

Lia era una donna affamata. Era stata una bambina e poi donna adulta non amata e portava con sé, sulla sua pelle, il marchio della mancanza primaria d’amore. Aveva sposato Marco per scappare via di casa. Marco, tutto sommato, rispetto ai precedenti fidanzati era un uomo perbene, di buona famiglia, amante della casa e dei bambini. E lei aveva un bisogno estremo di casa e di bambini.

Si sono innamorati, sposati, hanno messo su casa, hanno avuto due bambini, hanno estinto il mutuo e si sono lasciati. Tutto nel lasso di tempo di dieci anni.

La fame d’amore primaria di Lia non era stata riparata – ovviamente, come sempre accade – dal marito. Negli anni, Lia era diventata sempre più richiedente ed esigente, e Marco sempre più sfuggente e silente. Lei aveva bisogno di parole, di tatto e contatto, di baci e carezze; mentre Marco in cuor suo desiderava una donna autonoma come la madre. Algida e autonoma.

Anche nel silenzio ogni coppia comunica. Spesso la comunicazione non è efficace e nemmeno loquace, così silenzio dopo silenzio, parole abusate dopo parole abusate, la coppia muore. Litigi frequenti, incomprensioni e la totale incapacità di esprimere i bisogni e le emozioni porta la coppia in un vicolo cieco da cui venirne fuori è spesso faticoso se non impossibile.

L’incapacità di affrontare i conflitti in modo sano, inoltre, senza recriminazioni, parole che tagliano, rancore e offese, può erodere lentamente il rapporto di coppia.

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2 – Perdita di intimità e di connessione emotiva. Anna chiedeva intimità e Domenico rispondeva con il sesso

Anna era al suo secondo giro di boa di affettività. Si era separata dal marito e dopo cinque anni di solitudine del cuore incontra Domenico.

Se ne innamora perdutamente perché Domenico, a differenza degli altri uomini, era un uomo parlante. Dialogavano di tutto.

Anna si sentiva finalmente intima con un uomo. Quell’infinità fatta di parole e silenzi. Di baci e ascolto. Di pelle e di seni. Di tramonti e lacrime. Sentiva di provare una connessione emotiva profonda, per la prima volta nella su vita.

Un bel giorno la madre di Anna si ammala di tumore. Inizia il solito calvario fatto di visite, interventi, chemioterapia, assistenza domiciliare e tanto ma tanto dolore.

Anna si sente sola, avrebbe sperato in un supporto maggiore, ma Domenico è allergico al dolore e, durante questo cammino ospedaliero che ha poi condotto la madre di Anna alla morte, è stato parecchio evitante e altrove.

La coppia entra in crisi. Domenico sperava che a funerale conclusosi Anna sarebbe tornata la donna di prima: emotivamente connessa con lui, accudente, sessualmente intrigante. Anna serba rancore. Non lo perdona. Si sente profondamente sola. Le fa male il cuore. Spera in parole di conforto e gentilezze, ma Domenico risponde con il sesso. Dopo tre mesi dal funerale, la coppia si lascia.

Capita spesso che durante una crisi, uno o entrambi i partner avvertano che la relazione è diventata poco nutriente, che il partner è distante, freddo, sprovvisto di complicità. La mancanza di tempo di qualità e di attenzioni reciproche contribuisce a corrodere il legame, soprattutto se uno dei due sta attraversando un momento di chiara difficoltà del cuore.

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3 – Tradimento o infedeltà. Giovanni ama Alice e anche Federica, e non sa decidere

Federica e Giovanni sono una coppia di marito e moglie. Apparentemente felici, sembravano immuni al tradimento. Ma il brivido inedito da bisogno di trasgressione si abbatte anche su di loro.

Giovanni, alla soglia dei suoi sessant’anni, entra ufficialmente in crisi e si fidanza con la sua segretaria di anni trenta. La loro relazione decolla. Giovanni ringiovanisce. Dimagrisce. Va in palestra. Sorride senza motivo. Indossa le scarpe da tennis e tinge i capelli. Dopo ben cinque anni di relazione adulterina, la sua amante, Alice, vuole di più, ma lui non sa decidersi.

Da un lato non rinuncerebbe mai alla stabilità della sua vita familiare, all’abbraccio rassicurante del suo matrimonio, ai figli e al pranzi della domenica. Dall’altro non rinuncerebbe mai alla sua Alice: l’elisir di eterna giovinezza, tra chat d’amore e di desiderio e i loro orgasmi da pausa pranzo. La coppia di amanti è in crisi. La moglie non ha ancora scoperto niente, anche se non sta più bene con lui. Giovanni mi consulta per fare chiarezza ed aiutarlo a decidere.

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4 – Valori e obiettivi di vita diversi. Ginevra voleva dei bambini e abitare in campagna con i suoi animali, Vittorio non voleva figli e voleva abitare in città

Ginevra e Vittorio sono una coppia in crisi. Lo sono stati sin da subito, da quando Ginevra, così per gioco, tra una pizza e un aperitivo, gli ha aperto il cuore e gli ha donato i suoi sogni: una famiglia ben nutrita, dei bambini, dei cani e dei cavalli, la sua cascina fuori Milano. Vittorio ha sempre detestato la vita rurale e anche l’idea di diventare padre. Ama Milano, i suoi ritmi, il caos, finanche lo smog e il cielo grigio, non potrebbe farne a meno.

Nonostante le divergenze abissali, Vittorio e Ginevra si innamorano, si sposano e vanno a vivere a Milano in attesa di restaurare la cascina di famiglia. Ginevra rimane incinta ma Vittorio la obbliga ad abortire. Lei accetta per paura di perderlo, ma in fondo non lo perdona.

Quel lutto le brucia dentro. Le sconquassa il cuore, ogni giorno della sua vita. Non lo dimentica. La coppia naufraga. Tentano in vano una terapia di coppia, ma le divergenze sono talmente tali da non permettere al terapeuta di lavorare con e per loro. Dopo due sedute sostituisco il terapeuta con un avvocato divorzista.

Vittorio è rimasto a vivere a Milano. Ha fatto carriera e dirige uno studio molto prestigioso. Ginevra si è travestita in campagna, si è innamorata, ha un nuovo amore, è in dolce attesa, alleva cavalli e cani, e vive immersa nella natura con i suoi animali, in attesa di diventare finalmente madre.

Le visioni differenti su famiglia, carriera, figli, soldi, religione e stili di vita sono dei deterrenti ingombranti che non consentono alla coppia di evolversi. Possono emergere col tempo o diventare più ingombranti con il passare degli anni o durante un momento di particolare fragilità di uno dei due partner. Ignorarli non aiuta il legame, trovare una possibile mediazione, nel rispetto delle diversità, potrebbe essere la strada della costruzione della stabilità di coppia.

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5 – Problemi legati alla gestione del tempo o delle priorità. Domenica, agosto e Natale come punizioni

Il rapporto con il tempo è tremendamente soggettivo, dipende dalle terre dell’infanzia, dall’educazione ricevuta e dai modelli interiorizzati, dai mostri che si hanno a bordo, dal senso di colpa e dalla presenza di suo cugino, il senso del dovere.

C’è chi ama occupare il tempo con perizia, senza lasciare uno spazio vuoto. Chi ama assaporarlo e rallentare quando può, per connettersi con le proprie emozioni, hobby, natura, animali.

Quando in una coppia le divergenze sulla gestione del tempo e del tempo libero sono estremamente marcate, alla lunga si può creare una frattura, soprattutto quando il tempo è condiviso: vacanze, festività, domenica, Natale, agosto.

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6 – Differenze nella gestione del denaro. L’infedeltà finanziaria di Alberto

Mirta e Albero sono una coppia di lungo corso. Lavorano entrambi, hanno entrambi due conti separati e la separazione dei beni. Sono molto discreti e rispettosi degli spazi altrui, e nessuno dei due in fondo sa quanto guadagni realmente il partner o quanti soldi abbia sul conto corrente.

Dividono le spese della casa in egual misura, così come le utenze e le vacanze.

Un bel giorno Alberto si ammala gravemente a causa di un incidente e la moglie deve occuparsi di tutto, inclusa la banca e le sue cose private.

Mirta per colpa (o grazie a) dell’incidente scopre la doppia vita del marito e una gravissima forma di infedeltà finanziaria.

Alberto aveva altre case e altre rendite di cui lei non era a conoscenza. Una casa al mare in Liguria e una in Costa Azzurra da cui traeva profitti improntanti. Aveva avuto un’amante a cui aveva comprato una macchina e dei gioielli e contribuiva, sempre a sua insaputa, a pagare un debito importante che aveva contratto la madre.

Quando Albero è guarito, Mirta gli ha fatto recapitare una lettera da parte del suo avvocato con richiesta di divorzio immediato.

I disaccordi su spese, risparmi, debiti o abitudini finanziarie possono mettere a dura prova la stabilità di una coppia.

Le tensioni economiche, per esempio, così come l’infedeltà finanziaria, sono tra i primi motivi di stress nelle coppie, soprattutto tra le coppie di conviventi o coniugati.

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7 – Aspettative irrealistiche. La vita non è un social

Capita sempre più spesso, soprattutto tra gli amori figli della modernità, che uno o entrambi inizino una relazione con un processo di idealizzazione su cosa dovrebbe essere l’amore o come dovrebbe comportarsi il partner (un sorta di reality show emotivo che ricorda molto Temptation Island).

Quali regali dovrebbe fare. Quali frasi dovrebbe adoperare. Dove andare in vacanza, e così via.

Quando la realtà non corrisponde alla fantasia o a Instagram, nasce la frustrazione.

Si tratta di coppie formate da partner profondamente immaturi sul piano personologico che andrebbero aiutati a crescere: come persone e come coppia.

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8 – Dipendenza emotiva e gli squilibri nei ruoli. Gino che non sapeva amare e Annabella affamata d’amore

Gino non sapeva amare. Non perché non volesse farlo, ma perché nessuno glielo aveva mai insegnato. Era cresciuto tra silenzi e porte chiuse, in una casa dove i sentimenti erano cose da tenere in tasca, ben nascosti, come dei fazzoletti sporchi.

Amava col pensiero, ma non con i gesti. E i pensieri, si sa, non scaldano chi ha freddo e non nutrono chi ha fame.

Annabella, invece, era affamata d’amore. Di quell’amore che sfiora le mani e rimane addosso per giorni. Di abbracci lunghi e sguardi che accarezzano. Portava dentro di sé un pozzo senza fondo, scavato da anni di attese e sogni irrealizzati.

Quando si incontrarono, fu come se il vuoto di uno avesse riconosciuto la fame dell’altra. Ma la somma delle loro ferite non si trasformò in una guarigione.

Gino le dava poco, non perché fosse cattivo, ma perché quello poco gli sembrava già troppo. E Annabella prendeva tutto, ma restava sempre più sola e affamata. Dopo la nascita della loro prima bambina, Annabella si innamora perdutamente del suo ginecologo. Lascia Gino e si fidanza stabilmente con lui. Inizia una psicoterapia per sanare i suoi buchi del passato. Due anni dopo sposa il suo ginecologo con cui mette al mondo la sua seconda bambina.

Un partner può sentirsi soffocato oppure trascurato se l’altro non si impegna allo stesso modo. Se ha un codice comunicativo troppo differente dal suo, dalla sua teoria di vita e familiare.

La mancanza di reciprocità nel modo di amare porta squilibri difficili da gestire, soprattutto nel lungo periodo. Un clinico esperto in dinamiche di coppia aiuta la coppia a trovare nuove parole per dirlo, nuovi copioni e nuovi equilibri.

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9 – Crescita personale non condivisa. Nora diventa medico e Maurizio lavora in posta

Questa è una storia di impegno e di immobilismo. Nora rimane incinta del suo bambino. Si sposa e per arrotondare va a fare le pulizie, ma non abbandona il suo sogno nel cassetto: diventare medico. Maurizio lavora in posta e alle 14.00 quando rientra aiuta la moglie con la loro bambina in modo da darle la possibilità di studiare. L’aiuta ma in fondo non approva.

Nora studia, rinuncia a dormire, ad uscire, ad una vacanza. Fa sacrifici immensi, ma prosegue come un treno. Si laurea, entra in specializzazione e si trasferisce al nord. Chiede al marito di seguirla e di chiedere alle Poste un trasferimento, ma lui non accetta. Non ama i cambiamenti, rimane immobile e, in fondo, subisce la laurea della moglie. Dopo quattro anni di specializzazione, fatiche e viaggi da nord a sud, la coppia si separa.

Nora è diventata un chirurgo toracico bravissimo, la bambina frequenta una scuola internazionale e Maurizio è rimasto a lavorare in posta, al sud.

Le persone cambiano. A volte un partner cresce o evolve in una direzione diversa rispetto a quella dall’altro. Il passo diverso e la non accettazione dei cambiamenti scompagina la coppia dalle fondamenta.

Questa divergenza di passi e andature, di progetti e ambizioni può creare distanza emotiva e disallineamento, soprattutto quando si tratta di relazioni longeve.

10 – Abusi psicologici, fisici, verbali.

Clara, Federica, Flavia, Giorgia confondono l’ossessione con l’amore. La gelosia con il desiderio. La manipolazione con la seduzione

Di donne che sono morte per presunto amore è pieno zeppo il web, i giornali e i telegiornali.

Donne come Clara, Federica, Giorgia e tante altre non hanno riconosciuto i segnali di un amore malsano che le hanno condotte dritte alla morte.

Qualsiasi forma di abuso è un motivo valido e serio per porre fine a ogni relazione.

Anche le forme di manipolazione sottile o di controllo mistificato per amore sono segnali d’allarme che portano l’amore alla morte. Purtroppo quando non muore l’amore, muore la donna che abita il legame tossico.

Quando un amore diventa l’esecutore di un sogno e anche di una condanna, accompagnarlo alla morte significa salvare sé stessi.

Chiedere aiuto a un professionista della psiche per farsi aiutare e trovare la forza e il coraggio di chiudere il legame prima che sia troppo tardi è importante tanto quanto il denunciare gli abusi.

Questo articolo è stato scritto in esclusiva per La Stampa da Valeria Randone, psicologo e sessuologo clinico a Catania, Milano e online (www.valeriarandone.it) e autrice del libro “L’aggiustatrice di cuori – Le parole che riparano”

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