Le passeggiate in centro e il tè al Caffè del Teatro: “Franca era la vera signora di Alba”

0
1

In questo momento così triste per la città, quando il silenzio sembra avere un peso diverso e i ricordi si fanno più vivi di qualunque parola, riaffiorano alla mente i suoi gesti più veri, quelli che raccontano una persona ancor prima della sua storia pubblica. L’ultima volta che vidi Maria Franca Ferrero era seduta al Caffè del Teatro, ad Alba, mentre prendeva un tè; la sera stessa era alla Fondazione Ferrero per un concerto. Gentile come sempre, mi salutò con quella sua voce sottile e unica. Era conosciuta come “la signora di Alba”, un titolo che le avevano dato gli stessi cittadini, perché lei apparteneva davvero a questa città. Maria Franca e suo marito, Michele Ferrero, erano l’anima di Alba e delle Langhe. Nonostante il successo internazionale, Maria Franca era felice di passeggiare nella sua città, quella dove nacque la Ferrero.

Il ruolo nell’azienda

Maria Franca era nata a Savigliano nel 1939. Studiò lingue straniere all’Università Carlo Bo di Milano e, nel 1962, sposò Michele Ferrero. Insieme ebbero due figli, Pietro e Giovanni. Maria Franca giocò un ruolo importante nella crescita dell’azienda e nella sua espansione in tutto il mondo. Era una donna semplice e intelligente e, grazie a queste qualità, riuscì a creare un ambiente di lavoro sereno e produttivo. Con la sua tenacia promosse scelte etiche che resero la Ferrero un’azienda molto apprezzata, tanto da ricevere premi come il Randstad Award per la qualità del lavoro. Alba ha sempre riconosciuto queste sue doti.

I custodi di una comunità

Maria Franca e Michele erano visti come i custodi della comunità: due persone speciali che hanno lasciato un segno indelebile. Grazie al loro impegno e al loro senso di responsabilità, hanno sostenuto molte iniziative culturali, artistiche e infrastrutturali, facendo crescere la città e rendendola un luogo sicuro e speciale. La loro etica univa il rispetto per le persone e l’impegno pubblico, creando un forte legame tra l’azienda, i cittadini e i lavoratori.

Lavorare, creare, donare

Nel 1983 Maria Franca e Michele fondarono la Fondazione Ferrero, con l’obiettivo di ringraziare i dipendenti che avevano contribuito alla crescita dell’azienda. La Fondazione si impegnava a migliorare la qualità della vita degli anziani, stimolando la creatività e la conoscenza anche nella terza età. Dopo la morte di Michele, nel 2015, Maria Franca diventò un punto di riferimento ancora più importante sia per l’azienda sia per la Fondazione che per la città. Con forza e determinazione continuò a portare avanti la filosofia di vita e di lavoro della famiglia: “Lavorare, creare, donare”.

Il lutto

Nonostante le tragedie personali, come la perdita del figlio Pietro nel 2011, Maria Franca dimostrò di avere un carattere straordinario e una forza unica. Fu profondamente felice di ricevere a Cuneo l’onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferitale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, non tanto per il riconoscimento in sé quanto per ciò che rappresentava: una vita spesa con discrezione, dedizione e rispetto verso gli altri. Quel giorno fu speciale per la signora Ferrero, anche se non aveva mai amato stare al centro dell’attenzione. Si sentiva a suo agio lontano dai riflettori, nei gesti silenziosi e concreti, in quell’idea semplice ma profonda che la guidava da sempre: fare felice qualcuno. La sua città, la sua gente, i lavoratori, gli anziani. Mentre stringeva tra le mani l’onorificenza, pensò che quel riconoscimento non appartenesse solo a lei, ma a tutte le persone che aveva incontrato lungo il cammino. Era il simbolo di un impegno quotidiano, fatto di ascolto, cura e presenza. E in quel momento comprese che, senza mai cercarlo, aveva lasciato un segno autentico: quello di chi ha scelto di vivere per gli altri, rendendo il mondo attorno a sé un luogo un po’ più umano.

Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it