Cinque anni. Tanto è passato dall’ultima volta che Malika Ayane ha calcato il palco dell’Ariston in gara. Era il 2021, il Festival senza pubblico, quello del Covid, dello shock collettivo, le poltrone vuote e applausi finti. «Quell’esperienza è stata così forte che lì mi sono accorta chi siamo e quanto valiamo: come una pianta di ficus», racconta la cantante milanese con la sua capacità di mescolare profondità e leggerezza. Ora Malika torna a Sanremo con Animali notturni, un brano up tempo, gioioso e divertente che sorprende già dal titolo. «Quello che mi interessava era raccontare la notte e tutte le infinite storie che può contenere». Il pezzo sarà disponibile anche in una versione 45 giri che sul lato B avrà una versione inedita (Siamo tutti) animali notturni realizzata con i Dov’è Liana un trio francese che mescola french touch, influenze italiane ed elettroniche. Per Malika questa è la sesta partecipazione al Festival di Sanremo con ben due premi della critica all’attivo e un terzo posto nel 2015 con Adesso e qui (Nostalgico presente).
Malika, ansie da prestazione? Lei è uno dei grandi ritorni.
«A Sanremo ho portato delle belle canzoni che sono rimaste e spero accada anche questa volta, mi sento perfettamente a mio agio, c’è l’ansia giusta ma per tornarci aspettavo il momento giusto. Un’opportunità del genere, se non sei strutturato, ti mastica, ti sputa e il risultato è feroce».
La canzone, segna anche l’inizio del suo rapporto con Carosello Records.
«Ho cambiato etichetta perché qui c’è uno spazio che mi dà possibilità, tempi e modi per costruire un lavoro musicale che non sia solo un prodotto. La produzione è firmata da Merk and Kremont. Il pezzo è davvero speciale, dance ma giusto. Ha stupito anche me e io voglio stupirmi».
E la sua seconda passione per il teatro?
«Il teatro mi ha permesso, in anni dove non avevo chiaro dove volessi andare musicalmente e chi fossi, di incubare ciò che volevo veramente fare».
Per la serata cover fa coppia con Claudio Santamaria, che aveva già dato prova di grandi doti canterine interpretando Rino Gaetano.
«Canta da Dio, ha un’intensità rara ed è bello come il sole. Averlo sul palco mi farà veramente bene. Proporremo Mi sei scoppiato dentro il cuore di Mina».
Il nuovo album, che conterrà anche il singolo sanremese dovrebbe vedere la luce in autunno.
«Ho scritto canzoni con amici, ma anche persone delle quali sono diventata amica lavorando; sarà un disco contemporaneo pieno delle cose che ho fatto in cinque anni».
Ha seguito le polemiche delle ultime ore sull’auto licenziamento del comico Pucci?
«Il Festival è polemica da sempre. Sta un po’ a noi difenderlo da tutto quello che succede intorno. Il mio compito è quello di stare dentro il Festival, quello che parla del Festival da fuori c’è e ci sarà sempre ma non attiene a me».
Come si esprime lei sul tema spinoso dell’Eurovision e delle polemiche legate alla partecipazione o meno di alcuni artisti vista la presenza di Israele?
«La penso come Velasco, il ct della nazionale di Pallavolo. Oggi, impedire a un giovane pianista russo di potersi esibire su un palco internazionale in quanto russo non è giusto. Tutti i palchi molto grandi possono dare la possibilità di provare a cambiare la direzione di come comunica il mondo. La presenza è la possibilità di portare un messaggio. Bad Bunny al Superbowl ha dato una strigliata al sistema e dimostrato che bisogna concentrarsi sul dialogo e sullo stare insieme».
Sarà il primo Festival senza Ornella Vanoni, sua grande amica.
«Conoscerla è stato un regalo. Lei mi ha insegnato a ridere e a vivere la vita».
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