La storia di Piero Gobetti rivive al Teatro Carignano. Qui, questa mattina, si apre la cerimonia dedicata al centenario della morte dell’intellettuale antifascista torinese che inaugura un fitto calendario di eventi per ricordarlo. A organizzarlo il Comitato nazionale per le celebrazioni guidato dal giurista ed ex presidente della Corte costituzionale Gustavo Zagrebelsky che qui tiene, per l’occasione, una lectio magistralis dedicata a Gobetti.
Dalle 9 sfilano le istituzioni: il mondo della politica, dell’università, dell’economia é pronto ad accogliere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A meno di un mese dalla sua ultima visita, in occasione del 430° anniversario della Fondazione Ufficio Pio, il Capo dello Stato torna a Torino per il centenario della morte dell’antifascista torinese.
A seguire il Presidente si è spostato in via Lugaro, per una visita alla redazione de La Stampa. Mattarella ha stretto mani a giornalisti e altri lavoratori del giornale, si è informato sull’attività di redazione e ha espresso al direttore Andrea Malaguti i suoi complimenti per il lavoro che La Stampa svolge ogni giorno.
Il direttore Malaguti regala al Presidente Mattarella una pagina de La Stampa
“L’Italia di Mattarella”. È questo il titolo della prima pagina de La Stampa, incorniciata, che il direttore Andrea Malaguti ha regalato al Presidente.
Lettera del cdr de La Stampa a Mattarella
Il Comitato di Redazione de La Stampa ha fatto recapitare al Presidente una lettera riservata per sensibilizzarlo sulle preoccupazioni dei giornalisti per la vendita del giornale.
I complimenti di Mattarella ai giornalisti de La Stampa
Il Presidente ha visitato la redazione del nostro giornale, accompagnato dal direttore Andrea Malaguti per i vari settori della redazione. Da Sergio Mattarella parole di apprezzamento per il lavoro de La Stampa
Il presidente Mattarella in visita a La Stampa
Dopo aver ascoltato la lectio magistralis del professor Gustavo Zagrebelsky su Piero Gobetti al teatro Carignano, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è venuto in visita alla redazione centrale de La Stampa di Torino.
Mattarella lascia il teatro Carignano
Il Presidente della Repubblica lascia il teatro

Si conclude la cerimonia al teatro Carignano
Al termine della lection magistralis del professor Zagrebelsky, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lascia il teatro Carignano
La lectio magistralis di Gustavo Zagrebelsky
Il professor Gustavo Zagrebelsky inizia la sua lectio magistralis sulla figura di Piero Gobetti
La lection magistralis del professor Gustavo Zagrebelsky sulla figura di Piero Gobetti (foto Alberto Giachino | Reporters) 

Cirio: «Ci sia d’esempio per un liberalismo mai violento ma determinato»
Conclude Cirio: «Per questo non voglio che queste celebrazioni siano una semplice commemorazione, ma la continuazione di un impegno: un liberalismo mai violento, ma determinato, perché la libertà non si delega né si conserva da sola, si difende ogni giorno con responsabilità e fedeltà alla Costituzione».
Cirio: “Un uomo che ha plasmato la crescita sociale ed economica del Piemonte”
Ancora Cirio: «Qui è nata l’Italia e sono orgoglioso che Piero Gobetti ne sia stato protagonista, contribuendo alla costruzione della storia repubblicana e trasmettendoci un profondo rispetto per le istituzioni. Credo che il suo pensiero liberale, centrato sulla persona e sull’azione concreta, abbia influenzato anche la crescita sociale ed economica del Piemonte, dall’idea di responsabilità sociale dell’impresa fino all’esempio di “lavorare, creare, donare”».
Cirio: “Gobetti figura che ci aiuta a capire quel che succede oggi”
Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio: «Signor presidente, oggi è qui per celebrare nel modo migliore un uomo che rappresenta un pezzo di grande orgoglio per il nostro Piemonte, un patrimonio civile per la nostra Italia, ma che rappresenta anche una lente di ingrandimento che ci aiuta a capire quello che sta accadendo a livello globale nella nostra difficile quotidianità».
Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, alla cerimonia per il centenario della morte di Piero Gobetti (foto Alberto Giachino | Reporters) 

Il sindaco: “Gobetti capì che le democrazie possono essere svuotate dall’interno”
Il saluto del sindaco, Stefano Lo Russo: «Ricordare Gobetti significa interrogare il nostro presente. Aveva 25 anni e aveva capito ciò che molti suoi contemporanei non vollero vedere, ossia che le democrazie non muoio sempre con colpi di Stato ma possono essere svuotate dall’interno gradualmente. La deriva autoritaria si presenta spesso come soluzione a momenti di crisi. Promette ordine e sicurezza. E sulla paura si costruisce il consenso per misure che che limitano i diritti. Tre gli insegnamenti di Gobetti che ci parlano ancora: la libertà non è mai un dato acquisito ma una conquista quotidiana; la cultura non è un ornamento ma uno strumento essenziale di emancipazione civile; il pluralismo è vitale per la democrazia. Quando le voci dissonanti vengono delegittimate la democrazia è già ferita. Torino è orgogliosa di essere la città di Piero Gobetti. Grazie Presidente per la sua presenza».
Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, al teatro Carignano per il centenario della morte di Piero Gobetti (foto Alberto Giachino | Reporters) 

Il saluto dei giornalisti: “La prima cosa che fa una dittatura è spegnere la libertà del giornalismo”
Il saluto iniziale è affidato a Stefano Tallia, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, che ricorda i giornalisti uccisi nel 2025 nel mondo, 111, e nei primi mesi del 2026, già quattro. «Gobetti era un grande intellettuale e fu anche giornalista e scrittore. Quando un governo dà vita alla dittatura la prima cosa che fa è spegnere la libertà del giornalismo, che Gobetti ha difeso a costo della vita».
Il presidente del Teatro Stabile: «Presidente ricevuto nel salotto dedicato a Piero Gobetti»
Il padrone di casa e presidente del Teatro Stabile, Alessandro Bianchi: «Abbiamo ricevuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel nostro salotto dedicato a Piero Gobetti. Ma tutta la storia del teatro è dedicata alla vita e alla morte di Gobetti. Abbiamo anche commissionato uno spettacolo a Diego Plauteri, direttore artistico junior, per rileggere con gli occhi di un 26enne la storia di questa grande figura torinese».
Il presidente Mattarella entra in teatro
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è entrato ora in teatro. La cerimonia può riprendere
Christillin: “Il presidente ci ha promesso che tornerà al Museo Egizio”
In platea anche Christian Greco ed Evelina Christillin, direttore e presidente del Museo Egizio: «Il Presidente vuole bene a Torino e noi ne siamo orgogliosi – racconta Christillin – ci ha promesso che tornerà da noi quando finiremo la seconda parte dei lavori». Un ritorno del Presidente della Repubblica a Torino che potrebbe arrivare, quindi, di nuovo entro fine 2026.
Il pg Lucia Musti: “Felice di condividere questo momento con Torino”
Lucia Musti, procuratore generale di Torino, é «felice di condividere con la comunità di Torino questo importante momento non solo per la nostra città ma per la storia d’Italia. Torino è stata la prima capitale del Paese e momenti come questo, in memoria di figure come quella di Piero Gobetti, sono una grande occasione per ricordare la storia».
Polito: “Gobetti anticipatore degli Stati Uniti d’Europa”
Pietro Polito, direttore del Centro Gobetti, presenta il francobollo dedicato con questo motivazioni: «Gobetti viene ricordato come intellettuale antifascista e teorico del liberalismo, fondatore nel 1923 della rivista e casa editrice “La Rivoluzione Liberale”, poi casa editrice Piero Gobetti, che pubblicò importanti autori politici e letterari. Nei suoi scritti analizzò il rapporto tra politica e cultura, denunciando i limiti del Risorgimento e riflettendo sul liberalismo europeo e la democrazia moderna».
E ancora: «Perseguitato dal fascismo, emigrò a Parigi con l’intento di continuare la sua opera culturale in chiave europea. Il senso profondo della sua vita e del suo lavoro, come ricordato dalla moglie Ada Prospero, fu la creazione di un centro di diffusione di idee nuove, di libertà e modernità, in una prospettiva europea, anticipando l’idea degli Stati Uniti d’Europa».
Revelli: “Gobetti colse nel fascismo l’autobiografia dell’Italia»
«Gobetti è la figura simbolo dell’antifascismo intransigente e della capacità di cogliere nel fascismo l’autobiografia della nazione, una malattia che era in incubazione nel nostro Paese che ha lasciato tracce anche dopo e dunque Gobetti ci ammonisce contro quella malattia». A dichiararlo Marco Revelli, presidente del Centro Studi Piero Gobetti
Cerimonia sospesa in attesa dell’arrivo del presidente Mattarella
Dopo i primi interventi e la presentazione del francobollo dedicato a Gobetti, la cerimonia viene sospesa in attesa dell’arrivo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
Inizia la cerimonia al teatro Carignano
La cerimonia in memoria dei 100 anni dalla morte di Piero Gobetti è iniziata al teatro Carignano con l’annullo filatelico in suo ricordo


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