Max Carca tiene sempre il profilo basso, ma da direttore tecnico della velocità ha compiuto una magia, grazie a un progetto avviato nel 2019 con l’obiettivo di primeggiare in queste Olimpiadi di Milano-Cortina.
Carca, missione compiuta: come siete arrivati a questa giornata da ricordare?
«Da un mese tutto sta andando a gonfie vele. Già in Val Gardena abbiamo avuto segnali importanti. E a gennaio non siamo mai scesi dal podio. Ora ci godiamo il risultato e ripartiamo dalla combinata».
Ha già deciso le squadre?
«No, ne voglio parlare con i ragazzi. Dopo il punto, decido».
Le due medaglie sono frutto di una programmazione partita nel 2019. Ci spieghi.
«Abbiamo costruito un progetto, sono partito dai campionati juniores con i giovanissimi tra cui Giovanni Franzoni. Poi siamo saliti in Coppa Europa, è stato un crescendo».
Ci racconta di Franzoni e di Paris?
«Giovanni è una persona speciale, legge tantissimo. Ha scelto di non continuare l’università ma ha una buona preparazione. A Kitzbuehel ho ricevuto persino i complimenti dell’ex campione Benny Raich (oro a Torino 2006, ndr) che ora commenta le gare per la tv austriaca. Mi ha detto “complimenti, è un ragazzo molto intelligente”. Paris lo conosco da 17 anni, è un fuoriclasse. Ed è stato di grande aiuto in questa settimana. Ha placato le tensioni, un leader. Sono felice per la sua medaglia ai Giochi».
Franzoni farà il gigante?
«Sì, lui è nato con le discipline tecniche ma, se hai uno che può vincere sulla Streif, lo fai gareggiare in discesa principalmente. Comunque qui farà anche il gigante».
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