Meloni: giuste le parole di Mattarella, il Csm fuori dalle diatribe politiche

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ROMA. “Non ho sentito il presidente della Repubblica in queste ore. Ci eravamo visti la sera prima, nel tradizionale incontro nell’anniversario dei Patti lateranensi: ho trovato le parole del presidente giuste, credo sia giusto il richiamo al rispetto tra istituzioni, penso che sia giusto il passaggio in cui il presidente della Repubblica dice, è importante che una istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe politiche”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una intervista a Sky.

«Non ho sentito il Presidente della Repubblica in queste ore. Ci eravamo visti la sera prima nel tradizionale incontro per l’anniversario dei Patti Lateranensi. Ho trovato le sue parole giuste, direi anche doverose. È corretto il richiamo al rispetto tra istituzioni ed è importante che un’istituzione come il Csm si mantenga estranea alle diatribe di natura politica».

«Credo – ha aggiunto- sia fondamentale che questa campagna referendaria resti sul merito. Vedo un tentativo di trascinarla in una lotta nel fango: mi pare interessi soprattutto a chi ha difficoltà ad attaccare una riforma che in passato ha sostenuto o proposto».

«Abbiamo fatto una riforma di buonsenso, non di destra o di sinistra. Lo dimostra il fatto che è stata proposta negli anni da componenti politiche molto diverse. È una riforma che consente di avere una giustizia più giusta, libera il merito dei magistrati dal gioco delle correnti e stabilisce un principio semplice: anche il magistrato, se sbaglia, viene giudicato da un organismo terzo. È importante restare su questo contenuto e non trasformare il referendum in un voto sul governo».

Meloni ha spiegato: «Io credo nella democrazia: più persone partecipano al voto e meglio è. Sui sondaggi a sei settimane dal voto dico che lasciano il tempo che trovano. La maggioranza dei cittadini decide negli ultimi giorni».

«Il 22 e il 23 marzo non si vota sul governo, ma sulla giustizia. Qualunque sia la decisione degli italiani, inciderà sulle loro vite molto oltre la durata di questo esecutivo. Andate a votare, ma votate con coscienza, guardando al merito della riforma. Votate per voi, non per me o contro di me».

«Migliorare lo stato della giustizia italiana non si fa per il governo o contro il governo, ma per l’Italia. Non capisco i toni apocalittici: è una riforma di assoluto buonsenso, sostenuta in passato anche da chi oggi la critica».

Sul Medio Oriente

«È un lavoro lungo. Il ministro Tajani mi ha riferito di una riunione concreta, costruita sull’implementazione dei punti del piano di pace. La tregua è fragile e stabilizzare il cessate il fuoco è complesso. È importante un contributo coeso della comunità internazionale. L’Italia è pronta a fare la sua parte, anche nella formazione delle forze di sicurezza palestinesi con i nostri carabinieri».

Sull’Iran

«Dobbiamo assicurarci che l’Iran non si doti dell’arma nucleare. Allo stesso tempo sarebbe importante trovare un accordo ed evitare ulteriori elementi esplosivi in una situazione già fragile. L’Italia ha già dato il suo contributo e resta disponibile».

Sull’Ucraina

«Vedo passi avanti nei documenti che stiamo trattando, in particolare sulle garanzie di sicurezza per Kiev e sulla ricostruzione. Ma siamo ancora lontani dal risolvere la questione dei territori, su cui la Russia mantiene pretese che considero irragionevoli. È importante raggiungere una pace, ma una pace giusta».

Su Macron

«Mi ha colpito la dichiarazione di Macron, non me l’aspettavo. La mia era una riflessione generale sul clima di polarizzazione nelle democrazie occidentali, non un’ingerenza. L’ingerenza è un’altra cosa. Esprimere solidarietà non è interferire».

«Io vedo – ha detto Meloni – un clima che non mi piace, lo vedo in Italia, lo vedo in Francia, lo vedo negli Stati Uniti. Ho commentato anche l’omicidio di Charlie Kirk quando fu, e non perché ci sia volontà di ingerire nei fatti altrui, ma perché credo sia una riflessione che le classi dirigenti devono fare su come si combatte un clima che può riportarci indietro di qualche decennio, una storia che l’Italia ha vissuto molto bene e che tra l’altro la Francia conosce molto bene, avendo dato asilo politico a fior fiore di brigatisti rossi per qualche decennio. Quindi voglio dire, io non l’ho vissuta come un’ingerenza».

Sul decreto energia

«Abbiamo liberato circa 5 miliardi per alleviare il costo delle bollette per famiglie e imprese. Per le famiglie fragili il taglio può arrivare a circa 315 euro. Per un piccolo artigiano il beneficio può essere intorno ai 500 euro sull’elettricità e 200 sul gas. Per le imprese più grandi si arriva a risparmi molto più consistenti».

«Non ci siamo limitati a tamponare. Stiamo intervenendo strutturalmente, favorendo il disaccoppiamento tra elettricità e gas e lavorando sugli Ets, che oggi vengono calcolati anche sulle fonti pulite. Questo non ha senso».

Su Niscemi e il ciclone Henry:

«Abbiamo stanziato complessivamente 1 miliardo e 100 milioni per Sicilia, Sardegna e Calabria. A Niscemi abbiamo previsto 150 milioni per demolizioni, messa in sicurezza e indennizzi. Ho voluto un commissario straordinario per evitare ritardi come in passato».

Sulle Olimpiadi

«Lasciano consapevolezza di quanto questa nazione sia straordinaria. I complimenti che arrivano dai capi di Stato e di governo sono un motivo di orgoglio. Sono fiera dei nostri ragazzi: hanno vinto più medaglie di sempre in un’Olimpiade invernale in casa. È anche il risultato del lavoro di tanti volontari che hanno fatto la differenza».

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