Meloni: “Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci”. Crosetto: “Basi agli Usa? Deciderà l’Aula”

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«Voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra». Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo su Rtl 102.5 a proposito della crisi in corso in Medio Oriente in seguito agli attacchi di Usa e Israele all’Iran. «Per quello che riguarda le basi militari mi pare che tutti si stiano attenendo a quello che prevedono gli accordi bilaterali. La stessa portavoce spagnola ha dichiarato ieri: “Esiste un accordo bilaterale e al di fuori di quell’accordo non ci sarà alcun utilizzo di basi spagnole”. Significa che non viene messo in discussione quello che prevedono gli accordi e penso che valga per tutti così, vale anche per noi», aggiunge Giorgia Meloni, intervenendo su Rtl 102.5. «Noi in Italia abbiamo delle basi militari concesse all’utilizzo americano in virtù di accordi che non ho diciamo siglato io, che risalgono al 1954 e sono sempre stati aggiornati», ricorda la premier aggiungendo che «secondo quegli accordi ci sono delle autorizzazioni tecniche quando si parla chiaramente di logistica e di cosiddette operazioni non cinetiche, ovvero operazioni di non bombardamento». «Poi se arrivassero richieste di uso delle basi italiane per fare altro – spiega Meloni – la competenza sul decidere se concedere o no un utilizzo più esteso sarebbe del Governo ma penso che in quel caso dovremmo deciderlo insieme al Parlamento. A oggi però non abbiamo nessuna richiesta in questo senso».

«Noi sappiamo che il terrorismo legato al fondamentalismo islamico è un fenomeno particolarmente complesso. È un fenomeno sul quale non si può e non si deve mai abbassare la guardia. È un fenomeno che utilizza anche attori e azioni solitarie, e questo è particolarmente complesso, ma posso dire che anche da questo punto di vista siamo totalmente mobilitati. Sono mobilitati tutti i servizi di sicurezza, sono allertati permanentemente – sottolinea la premier -. Il ministro Piantedosi ha già convocato il Comitato nazionale ordine e sicurezza, il Comitato di analisi strategica antiterrorismo si sta riunendo in modo cadenzato e noi da questo punto di vista abbiamo ovviamente delle eccellenze, quindi sicuramente anche qui non siamo distratti. La guardia è altissima e particolarmente lo deve essere in un momento come questo».

Crosetto: sulle basi Usa deciderà l’Aula

«Visto che quello che è successo in Turchia ed è successo a Cipro ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato». Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nelle comunicazioni alla Camera sulla guerra in Iran.

Riguardo all’uso della basi Usa in Italia Crosetto spiega: «Ad oggi non è arrivata alcuna richiesta di utilizzo delle basi Usa in Italia, non c’è un tema di uso di basi da concedere. Qualora dovesse emergere una richiesta torneremo in Parlamento ma ad oggi non è successo».

Tajani: oltre 100 mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente

«Complessivamente sono oltre 100 mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree» della crisi. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di comunicazioni alla Camera in merito agli sviluppi della crisi in Iran e in Medioriente. «Tra le varie opzioni abbiamo anche agevolato voli charter speciali in collaborazione con il ministero della Difesa. Proprio questa mattina sono atterrati a Ciampino due di questi voli del comando vertice interforze, partiti da Dubai e Abu Dhabi con altri 200 italiani in condizioni di particolare fragilità. Nei prossimi giorni sono in programmazione ulteriori voli facilitati dal ministero degli Esteri dai Paesi del Golfo, anche con la collaborazione delle compagnie aeree Ita e Neos. È appena partito dalle Maldive uno con circa 320 italiani, tra cui 60 fragili», ha aggiunto Tajani.

«Abbiamo istituito presidi di assistenza con squadre dell’ambasciata, dei consolati in tutti i principali aeroporti e i valichi di frontiera per sostenere i nostri connazionali nei passaggi più delicati. Siamo l’unico Paese ad avere adottato una misura simile. In parallelo, stiamo assistendo anche i nostri connazionali in difficoltà in altre parti del mondo a causa del gravissimo impatto della crisi sul traffico aereo globale. Stiamo ad esempio aiutando i turisti italiani provenienti dalle Maldive che dovevano transitare per Dubai. Per questo abbiamo organizzato una rete operativa con l’ambasciata a Colombo e a Nuova Delhi. A tutti viene garantito il supporto informativo, logistico e per le necessità più urgenti come il reperimento di medicine salvavita», concluso il ministro.

«Stella polare del nostro impegno – dice Tajani – resta la de-escalation. Vogliamo evitare assolutamente un allargamento del conflitto. Stiamo incoraggiando tutte le parti a esercitare la massima moderazione, tenendo aperti i canali di dialogo con l’Iran, senza tradire la nostra posizione: l’Iran non può dotarsi di armi nucleari e disporre di sistemi missilistici in grado di rappresentare una minaccia esistenziale per Israele, per la regione e per l’Europa».

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