Milano Cortina, polemica sul caro-biglietti: “Quasi 300 euro e si vede malissimo”. E senza Visa niente bancomat

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Svanito l’entusiasmo per la Cerimonia d’apertura di Milano Cortina 2026, crescono le polemiche per alcune criticità nell’organizzazione dei Giochi invernali. Sul web cominciano a essere numerose le segnalazioni di spettatori che lamentano di aver pagato un biglietto per le gare oltre 200 euro e di aver ottenuto posti a sedere senza visibilità.

È il caso di una utente che su X, con tanto di foto, racconta di aver acquistato un ticket per la finale di pattinaggio di figura a squadre di ieri sera al Forum di Assago ma di non essere riuscita a vedere la pista, se non al prezzo di restare in piedi: «Visibilità dal mio posto. Pagato 280 euro. Scelta del posto non disponibile. Nessun avviso sulla possibilità di non visibilità. Assegnazione del posto casuale. Pagato tanto quanto le persone davanti a me. Vorrei piangere».

Come lei alcuni altri spettatori che si sono ritrovati dietro un pilastro o talmente defilati da non vedere neanche il campo di gara. «Non sarebbe il caso di venderli a prezzo ridotto?», si chiede uno spettatore arrivato dal Giappone per vedere il team che ha vinto l’argento ieri sera.

L’altra critica, invece, riguarda l’utilizzo esclusivo della carta di credito Visa. Nelle venues olimpiche e negli store ufficiali in cui si vende il merchandising dei Giochi non vengono accettati altri metodi di pagamento se non, appunto, Visa – che è main sponsor – e i contanti. «Volevamo acquistare una felpa Armani del Team Italia (costo 320 euro, ndr) ma non abbiamo potuto. Per noi prelevare i contanti non è conveniente a causa delle commissioni», spiega una coppia di turisti asiatici fuori dal mega store in piazza Duomo.

«Neanche l’acqua puoi comprare se non hai Visa o cash» spiegano alcuni cronisti stranieri all’Hockey Arena di Rho fiera. Insomma ogni caso, anche il costo delle bevande – ammesso di poterle pagare – è notevole: un caffè 2 euro, un’acqua piccola 1,8 euro. Una coca cola 4,5 euro. E oltre il danno, la beffa: perché è strettamente vietato portare bottiglie dall’esterno. Neanche per chi all’interno delle sedi di gara ci lavora.


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