La nuova data è il 1° aprile. Ma in Italia sarà già il 2, poiché sarà mezzanotte e 24 minuti. Sarà quindi un lancio spettacolare all’oscurità (le 18.24 ora locale) quello della tanto attesa missione “Artemis” della NASA, che porterà verso la Luna una navicella spaziale per metà statunitense e metà europea. Dopo una serie di rinvii sin dagli inizi di febbraio con il razzo vettore SLS già sulla rampa di lancio e Pad 39B del Kennedy Space Center, i problemi tecnici sono risolti, e ieri sera la NASA ha annunciato la nuova data di partenza, 53 anni e 4 mesi dopo l’ultima traversata Terra-Luna-Terra con astronauti dell’Apollo 17, che si concluse il 19 dicembre 1972. Se Artemis 2 non potrà essere lanciata il 1° aprile, vi sono comunque altre opportunità dal 2 al 6, con un’ulteriore finestra di lancio che si aprirà il 30 aprile e che potrebbe estendersi fino a maggio.
Il razzo torna sulla piattaforma di lancio 39B
Alto 98 metri, con la capsula euro-americana “Orion” in cima e la torre di salvataggio (quel piccolo missile appuntito che si trova in cima al razzo), l’SLS è quindi pronto per tornare alla piattaforma di partenza. Un Pad leggendario, che in passato lancio l’Apollo 10, le missioni Skylab, Apollo-Sojuz e una buona metà dei voli dello Space Shuttle. Dopo le ultime verifiche all’interno del gigantesco edificio dio assemblaggio VAB, SLS e Orion si apprestano a ripercorrere i 6 chilometri che separano il VAB dalla 39B. Il trasferimento è previsto per il 19 marzo: «Durante la revisione finale, abbiamo avuto discussioni estremamente approfondite, molto aperte e trasparenti», ha dichiarato Lori Glaze, amministratore associato ad interim per lo sviluppo dei sistemi di esplorazione della NASA, ieri in conferenza stampa: «Abbiamo discusso a lungo del nostro profilo di rischio e di come stiamo mitigando tali rischi – ha affermato la Glaze – Abbiamo esaminato le sfide che abbiamo affrontato e come le abbiamo superate, e abbiamo parlato del lavoro che resta da fare, di cosa resta da fare e di come porteremo a termine tutto ciò».
Gli astronauti? Più che pronti
Artemis 2 è la seconda missione del nuovo programma di esplorazione spaziale, dopo la prima del 2022, senza equipaggio a bordo. Trasporterà gli astronauti della NASA Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, insieme all’astronauta canadese Jeremy Hansen, in un viaggio di 10 giorni intorno alla Luna e ritorno sulla Terra, che si sono dichiarati “più che pronti”. Il problema peggiore, che ha comportato di trasferire nuovamente il razzo e la navicella al VAB, fu durante un test iniziale di rifornimento alla prima simulazione di conto alla rovescia “wet dress rehearsal” del razzo. Le procedure successive avevano rivelato un’interruzione nel flusso di elio nello stadio superiore dell’SLS, che ha portato al suo ritorno al VAB il 25 febbraio per la riparazione. Una volta tornato nell’hangar, gli ingegneri della NASA hanno diagnosticato e risolto il problema con sufficiente sicurezza da poter puntare al lancio di Artemis 2 previsto per aprile. Il problema è stato ricondotto a una guarnizione detta “a sgancio rapido” sullo stadio superiore (il secondo, centrale) dell’SLS. Ricordiamo che questi veicoli spaziali sono formati da migliaia di componenti, alcune delle quali dette “a criticità 1”, cioè quelle che in caso di guasto potrebbero portare ad un incidente durante il lancio. Tutto va quindi controllato minuziosamente. Altrimenti il semaforo resta “rosso”.
Elio e idrogeni liquidi: controlli necessari
Questa volta non sarà necessario ripetere un test di rifornimento del propellente liquido . Ma i due stadi centrali del razzo verranno riforniti di idrogeno e ossigeno liquidi direttamente nelle ore precedenti il lancio. L’elio viene utilizzato per mantenere in stato ottimale alcuni sistemi ambientali e per pressurizzare proprio i serbatoi di propellente del razzo: “Ogni volta che riforniamo il veicolo, perdiamo un po’ di vita utile in quei serbatoi” – ha dichiarato la Glaze – “Abbiamo addestrato il team. Abbiamo addestrato l’hardware e, dal mio punto di vista, vorrei che il prossimo rifornimento del veicolo avvenisse in un giorno in cui potremmo effettivamente lanciare”. Di recente, il Programma Artemis della NASA, con Europa, Giappone e Canada, che ha l’obiettivo di stabilire una presenza stabile sulla Luna e nella sua orbita, ha subito cambiamenti significativi. La NASA spera anche di poter acquisire le competenze e le conoscenze necessarie per allestire un avamposto con equipaggio su Marte, cosa che prevede di fare non prima del 2040.
Allunaggio nel 2028
Artemis 2 era stata originariamente concepita come precursora del primo allunaggio che era previsto con Artemis 3 per il 2028, ma una recente riorganizzazione ha ristrutturato i piani della NASA . La missione di Artemis 2 rimane invariata: compiere un singolo giro a forma di otto intorno alla Luna e tornare sulla Terra. Ma Artemis 3 non atterrerà più sulla Luna. Questa missione si concentrerà invece sulle manovre di rendezvous e attracco tra la capsula Orion e il modulo lunare Starship di SpaceX e/o il modulo lunare Blue Origin. Entrambi i veicoli privati si sono aggiudicati i contratti NASA per i sistemi di atterraggio umano per le future missioni Artemis, e l’agenzia spaziale ha manifestato la volontà di utilizzare qualsiasi veicolo spaziale che sia pronto in tempo. Con le nuove tempistiche, la NASA non ha posticipato l’obiettivo del 2028 per il primo allunaggio. Ha però spostato il primo allunaggio del programma ad Artemis 4, e punta a raggiungere lo stesso risultato con Artemis 5 entro meno di un anno dal lancio della missione 4, sostituendo l’attuale stadio superiore del razzo SLS con il più potente “Centaur”
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