Mps, Lovaglio pronto a sfidare la lista del cda. Maione verso la conferma a presidente

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Luigi Lovaglio è fuori dalla lista del consiglio d’amministrazione di Mps per il rinnovo della cariche sociali. Il banchiere, però, potrebbe comunque entrare in cda. Secondo quanto filtra da fonti finanziarie, l’imprenditore Giorgio Girondi, azionista al 3% del Monte, starebbe lavorando a una lista che avrebbe già un 5% di voti e che punterebbe ad avere proprio Lovaglio come capofila. Il cda ha votato per l’esclusione dell’ad con 11 voti a favore e due contrari (quello del manager e della consigliera Barbara Tadolini).
Il nodo Lovaglio, anticipato da La Stampa lo scorso 18 settembre, è esploso nelle ultime settimane quando l’incompatibilità tra il banchiere lucano e la maggioranza del board è diventata eclatante. A rendere più complessa la situazione ha contribuito l’inchiesta della procura di Milano sul presunto concerto tra il gruppo Caltagirone e Delfin nella scalata a Mediobanca: secondo i pm, l’obiettivo degli azionisti sarebbe stato da sempre il controllo su Generali e il sostegno dell’ad Lovaglio sarebbe stato «fondamentale» per completare l’operazione. Il concetto è stato ribadito la scorsa settimana in audizione al Senato dal pm Roberto Pellicano facendo ipotizzare un possibile rinvio a giudizio degli indagati.
A completare la tempesta perfetta su Lovaglio è arrivato il piano industriale per l’integrazione di Mediobanca in Mps: un progetto accolto in Borsa da una pioggia di vendite. Gli azionisti sarebbero rimasti perplessi dal progetto, così come i dirigenti di Piazzetta Cuccia: la preoccupazione è che Mediobanca venga di fatto svuotata e diluita nel Monte. Quando, invece, la speranza era per una valorizzazione del brand – anche in seguito a un eventuale delisting, già approvato da entrambi i cda.
La partita ora si sposta su chi prenderà la guida di Siena. Nella lista approvata dal consiglio d’amministrazione ci sono Carlo Vivaldi e Fabrizio Palermo in corsa per il ruolo da amministratore delegato, con il capoazienda di Acea in vantaggio rispetto all’ex dirigente di Unicredit. «La corsa – osserva una fonte – sarà lunga». Nel listone anche l’ex ministro ed ex ad di Intesa Sanpaolo Corrado Passera: il banchiere, però, aspira eventualmente al ruolo di presidente. La poltrona di numero uno, però, è destinata al presidente uscente Nicola Maione che ha guidato il consiglio durante il risanamento e nella scalata a Mediobanca, mantenendo la banca fuori dalle indagini della procura. Maione ha anche guidato i lavori per la formazione della lista.
Nel frattempo, Mps ha ricevuto dalla Bce il via libera alle modifiche dello statuto. L’ok è arrivato prima del cda che ha approvato la lista. Tradotto: per Francoforte i nomi della lista lunga erano già sufficienti a rispondere alle loro richieste.
Adesso la sfida si sposta verso l’assemblea del 15 aprile. Ma prima bisognerà attendere se davvero Lovaglio correrà con una lista concorrente a quella del cda che lo ha escluso. Se così fosse, il banchiere potrebbe raccogliere voti sul mercato. Anche alla luce di un flottante non lontano dal 70% del capitale. La speranza di Lovaglio è anche quella di farsi appoggiare da Delfin.


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