Un esperimento sociale, lo sfruttamento dell’hype e una sottile critica sociale: così Fabio Boccuzzi ha conquistato Sanremo fingendo di essere una pop star. Era tutto finto. Boccuzzi spiega il suo esperimento: «Nel mondo della musica conta solo una cosa: essere in hype. Alla gente non interessa davvero chi sei, vogliono solo il selfie» «Non sono famoso, non sono in gara, e allora perché tutti mi stanno chiedendo le foto?». È la domanda che ha posto ai suoi follower Fabio Boccuzzi, giovane musicista pinerolese conosciuto su Instagram come @nonhassenso, dopo aver trascorso una settimana a Sanremo comportandosi – e venendo trattato – come una vera celebrità.
Il potere dell’hype durante il Festival di Sanremo
Il potere dell’hype Nella città dei fiori, durante il periodo del Festival di Sanremo, l’hype è una valuta più potente dell’oro. Il giovane musicista di Pinerolo ha sfruttato il momento per mettere in scena una sorta di esperimento sociale: «Invece di farci risucchiare dal buco nero di ascolti che è Sanremo per gli artisti emergenti – ha raccontato a La Stampa – abbiamo deciso di provare a sfruttarlo in modo propositivo. Così io e i miei amici abbiamo avuto questa idea: vedere se è davvero l’immagine a contare, più della musica o della fama vera».
Outfit, bodyguard e primi selfie
Per dimostrare la sua tesi, Fabio Boccuzzi non ha inventato false identità né raccontato bugie. «Abbiamo costruito una cornice credibile – spiega – outfit studiato nei dettagli, sicurezza nei movimenti, presenza scenica. E poi c’erano i miei amici nel ruolo di bodyguard e quelli che fingevano di riconoscermi, chiedendomi foto e autografi. L’idea era capire quanto fosse facile innescare il meccanismo dell’essere riconosciuti, anche se non sei veramente famoso».
«Alla gente non interessa davvero chi sei»
La reazione dei passanti è stata immediata: smartphone alzati, richieste di selfie, piccoli capannelli che hanno anche bloccato una via del centro. «Mi ha sorpreso la facilità con cui tutto ha funzionato – dice ridendo Boccuzzi – Il primo giorno una nostra amica mi ha chiesto la foto, subito dopo è arrivata una signora a imitarla. Ho capito quanto sia semplice accendere questo meccanismo di riconoscimento dal pubblico. Pensavo che ci sarebbe voluto tempo, invece è partito subito». Un siparietto che vuole anche lanciare un messaggio: «Nel mondo della musica conta solo una cosa: essere in hype – sostiene Boccuzzi – Alla gente non interessa davvero chi sei».
Come fingersi una pop star
L’idea nasce anche da una coincidenza: «Due settimane fa mi sono reso conto che il mio album sarebbe uscito proprio sotto Sanremo – dice Boccuzzi – che di solito è nella prima settimana di febbraio. Ho pensato: invece di subire il momento, proviamo a trasformarlo in un esperimento divertente e significativo». Il disco, intitolato «Super Pop», è «pop, sfacciatamente pop», e proprio da qui prende forma la provocazione: «Fingersi una popstar – spiega Boccuzzi – faceva parte del meccanismo da cui è partito tutto. Volevo pubblicizzarlo divertendomi un po’».
Da Pinerolo a Sanremo
Boccuzzi, 25 anni, di Pinerolo, racconta di essere «principalmente un cantante». Con un passato da trombettista, ora sta sfruttando l’onda della viralità social: «Ho iniziato un po’ per gioco su TikTok – racconta – pubblicando video che non pensavo avrebbero avuto risonanza. Qualcuno è andato particolarmente bene e ho capito che forse potevo fare qualcosa di più, trasformare il canto in qualcosa di più di un semplice hobby».
L’appello a Carlo Conti Nel giorno della finale, Boccuzzi chiede aiuto ai suoi follower: vuole arrivare a Carlo Conti per fargli «una proposta che non potrà rifiutare». «Posso fare un piccolo spoiler – rilancia il pinerolese – visto che sono riuscito a fingermi una celebrità appena sulla soglia del circuito televisivo e della musica italiana, perché non provare a fingermi popstar anche all’interno di quel circuito?».
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