I massimi vertici Ue e un folto gruppo di leader del continente: ancora una volta l’Europa ha risposto alla chiamata dell’Ucraina e ha deciso di onorare nel miglior modo possibile il quarto anniversario dell’invasione russa. Von der Leyen e Costa, dopo il lungo viaggio notturno in treno, saranno in una Kiev fiaccata dal freddo e dai raid russi, che neanche in questi ultimi giorni si sono fermati. Agli ucraini la presidente della Commissione e il presidente del Consiglio europeo ribadiranno che mai saranno lasciati soli ma il rischio è che, al di là delle parole, a Zelensky non portino novità concrete se non lo scontro totale ormai in atto con Orban. In una doppia mossa l’Ungheria ha bloccato il prestito da 90 miliardi per l’Ucraina e posto il veto sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca.
Orban ha impostato la sua campagna elettorale (si voterà il 12 aprile) tutta contro l’Ue e l’Ucraina e sull’amicizia con Trump. È dato in svantaggio in tutti i sondaggi. È pronto a giocarsi tutto. Ha dalla sua parte lo slovacco Fico, che ha annunciato lo stop alle forniture energetiche per Kiev come ritorsione per lo stop dei flussi di petrolio. Il rischio di un lungo stallo è altissimo. Ma l’Ue non aspetterà. A Palazzo Berlaymont stanno accelerando sullo studio di “soluzioni creative” che possano aggirare, con una cooperazione rafforzata, il quorum dell’unanimità. Con, sullo sfondo, l’extrema ratio dell’esclusione dal diritto di voto di Budapest. L’Alto Rappresentante Kallas, parallelamente, ha avvertito che se permane il veto sul prestito da 90 miliardi si tornerà al piano A, quell’uso degli asset russi sul quale basta la maggioranza qualificata ma che non convince del tutto Francia e Italia.
L’Europa, nel suo complesso, ha finora dato quasi 200 miliardi di aiuti a Kiev ma è pronta a fare di più. Ma non appare pronta a dire la sua anche nei negoziati di pace tra Ucraina, Russia e Usa, che potrebbero avere un nuovo round il 27 o 28 febbraio. Il nodo principale resta quello del sedersi al tavolo con Mosca. L’idea, lanciata da Parigi e sostenuta anche da Meloni, non piace a tutti.
Per approfondire:
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it






