Oscar 2026, trionfa Anderson: “Una battaglia dopo l’altra” batte “Sinners” 6 a 4. Delusione Chalamet

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LOS ANGELES. La sfida a due tra le pellicole che hanno ottenuti più candidature alla 98ª edizione degli Academy Awards, ovvero “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson che ne aveva 13 e “Sinners” il film horror sui vampiri di Ryan Coogler che ne aveva 16, record assoluto nella storia, è finita sei a quattro per il primo che vince le due statuette più importanti: migliore pellicola della stagione e miglior regista. Non è una sorpresa: l’epopea post rivoluzionaria di Anderson era favorita e ha dominato la stagione vincendo quasi tutti i premi principali di avvicinamento all’Oscar, tra cui i Golden Globe, i BAFTA e i premi delle associazioni dei registi e dei produttori.

L’Oscar è stata sia la degna conclusione di una stagione straordinaria sia il tanto atteso riconoscimento di una carriera altrettanto straordinaria: escluse quelle di quest’anno, Anderson aveva in precedenza ricevuto ben 11 candidature all’Oscar senza mai vincere. Ieri sera ne ha vinte tre. Oltre alla regia e al miglior film ha vinto infatti anche la statuetta per la migliore sceneggiatura non originale – basata sul romanzo Vineland di Thomas Pynchon – un premio che inseguiva dal 1998, quando ricevette la sua prima nomination all’Oscar per la sceneggiatura di “Boogie Nights”.

Ad aumentare il bottino complessivo di “Una battaglia dopo l’altra” ci hanno pensato anche i premi per l’editing e quello per il casting, una nuova categoria introdotta quest’anno, portando così a 24 il numero totale di categorie. Il premio è andato a Cassandra Kulukundis, una sorpresa dal momento che prima della cerimonia era favorita Francine Maisler per il suo lavoro in “Sinners”. Ultimo ma non certo meno importante il premio a Sean Penn come miglior attore non protagonista grazie alla parte del colonnello Lockjaw, un suprematista bianco disgustoso dentro e fuori. Penn, che non si è presentato a ritirare l’Oscar, è alla terza vittoria della sua carriera dopo quella per per Mystic River nel 2004 e per Milk nel 2009.

Forte di 16 candidature, Sinners ne porta a casa solo quattro, ma sono premi importanti. Intanto c’è quello a Michael B Jordan come attore protagonista, una statuetta vinta nonostante all’inizio della stagione il super favorito fosse Timothée Chalamet per “Marty Supreme” e nonostante la concorrenza di Leonardo DiCaprio. Con una rimonta nelle ultime settimane, l’Oscar va invece a Jordan, che diventa il sesto attore afro americano a trionfare in questa categoria, dopo Will Smith nel 2022, Forest Whitaker nel 2007, Jamie Foxx nel 2005, Denzel Washington nel 2002 e Sidney Poitier nel 1964, tutti ringraziati da lui nel suo discorso dal palco. Primo Oscar anche per Ryan Coogler che con “Sinners” ha vinto per la migliore sceneggiatura originale, il secondo sceneggiatore nero a ricevere il premio in questa categoria dopo Jordan Peele nel 2018. La vittoria del premio per la migliore fotografia, sempre per “Sinners”, di Autumn Durald Arkapaw la fa entrare invece nella storia degli Oscar come la prima donna a vincere in questa categoria. L’ultimo e quarto Oscar per il film di Cooger arriva grazie alla colonna sonora: a vincere è stato Ludwig Goransson, svedese e da sempre amico collaboratore del regista. Goransson è al suo terzo premio dopo quelli vinti per “Oppenheimer” e “Black Panther”. A soli 41 anni, è davanti a Hans Zimmer (due) e ad un paio di premi da John Williams (cinque).

Nella categoria migliore protagonista, Jessie Buckley ha coronato una stagione di premi trionfale con una statuetta per la sua interpretazione in “Hamnet”. Buckley ha vinto praticamente tutti i premi più importanti per il suo ruolo di Agnes, la moglie di William Shakespeare (Paul Mescal), nel film di Chloé Zhao tratto dall’acclamato romanzo di Maggie O’Farrell. Come migliore attrice non protagonista ha vinto la settantacinquenne Amy Madigan per “Armi”, attrice caratterista dal 1982: era la favorita e ha mantenuto la promessa.

A “Frankenstein” di Guillermo del Toro sono andati tre Oscar: scenografia con Tamara Deverell e Shane Vieau; trucco e acconciature con Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey; costumi con Kate Hawley. Al film “F1” è andato solo il premio per il miglior suono. Cosa rara agli Oscar, in una categoria – quella dei cortometraggi – si è verificato un ex aequo tra “Two People Exchanging Saliva” e “The Singers”.

Nella categoria documentari corti l’Oscar è andato a “All the Empty Rooms” che racconta delle camere da letto lasciate vuote dai bambini uccisi nelle sparatorie nelle scuole americane, mentre il premio per il miglior documentario lungo è andato a “Mr. Nobody Against Putin”, che tratta degli sforzi della Russia per controllare l’opinione pubblica durante la guerra con l’Ucraina. L’Oscar per il miglior film internazionale è andato come previsto a “Sentimental Value”, il meno politico dei cinque candidati nella categoria, ma anche quello con il maggior numero di candidature. Anche il premio alla miglior canzone è stato senza sorprese: ha vinto la super favorita “Golden” contenuta in K Pop Demon Hunters che ha vinto come miglior film di animazione.

Oscar 2026, la lista dei vincitori

  • Miglior film: Una battaglia dopo l’altra
  • Miglior regia: Paul Thomas Anderson – Una battaglia dopo l’altra
  • Miglior attore protagonista: Michael B. Jordan – Sinners
  • Miglior attrice protagonista: Jessie Buckley – Hamnet
  • Miglior attore non protagonista: Sean Penn – Una battaglia dopo l’altra
  • Miglior attrice non protagonista: Amy Madigan – Weapons

Sceneggiature

  • Miglior sceneggiatura originale: Ryan Coogler – Sinners
  • Miglior sceneggiatura non originale: Paul Thomas Anderson – Una battaglia dopo l’altra

Film straniero, documentario e corti

  • Miglior film internazionale: Sentimental Value (Norvegia)
  • Miglior film d’animazione: KPop Demon Hunters
  • Miglior documentario: Mr. Nobody Against Putin
  • Miglior cortometraggio documentario: All the Empty Rooms
  • Miglior cortometraggio live action: Two People Exchanging Saliva e The Singers (ex aequo)
  • Miglior cortometraggio animato: The Girl Who Cried Pearls

Categorie tecniche

  • Miglior fotografia: Autumn Durald Arkapaw – Sinners
  • Miglior montaggio: Andy Jurgensen – Una battaglia dopo l’altra
  • Miglior scenografia: Tamara Deverell e Shane Vieau – Frankenstein
  • Migliori costumi: Kate Hawley – Frankenstein
  • Miglior trucco e acconciature: Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey – Frankenstein
  • Miglior colonna sonora: Ludwig Göransson – Sinners
  • Miglior canzone originale: “Golden” – KPop Demon Hunters
  • Miglior sonoro: F1
  • Migliori effetti visivi: Avatar: Fire and Ash
  • Miglior casting (nuova categoria): Cassandra Kulukundis – Una battaglia dopo l’altra

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