«Stavo scappando, non ho spinto nessuno» dice Angelo Francesco Simionato. «Ho fatto tutto perbene: non ho opposto resistenza, non ho alzato la voce, non ho aggredito nessuno» respinge le accuse Matteo Campaner. E Pietro Desideri: «Non ho lanciato alcuna pietra contro gli agenti». I tre giovani arrestati per la «guerriglia urbana» del 31 gennaio a Torino rigettano ogni accusa. Davanti al gip, Irene Giani, forniscono le loro verità sulla partecipazione al corteo per Askatasuna. Versioni che non convincono il gip: il primo è finito agli arresti domiciliari, per gli altri due è stato disposto l’obbligo di firma. Simionato, 22 anni, era il giovane con la coppola il giubbotto rosso nel video in cui Torinoggi ha immortalato l’aggressione all’agente Calista. Era l’unico, nel gruppo di incappucciati, a volto scoperto. All’udienza di convalida ha rilasciato dichiarazioni spontaneamente: «Procedevo nella folla, stavo scappando e più volte ho visto un celerino dietro di me. Mi sono girato, ho visto il poliziotto a terra. Ho visto le persone che erano su di lui e mi sono allontanato. Non ho spinto nessuno».
Una tesi che la gip nell’ordinanza smonta: «I movimenti di Simionato, per come ritratti dal video, paiono del tutto incompatibili con l’ipotesi che in quel momento egli stesse scappando. E spiega: «Il filmato, che si apre quando il poliziotto è già a terra, accerchiato dal nutrito gruppo di facinorosi, attesta l’iniziale presenza dell’indagato e la sua permanenza a stretto contatto con il gruppo, anche ad aggressione iniziata». Ancora: «Viene immortalato nell’atto di sospingere un soggetto più avanzato di lui in direzione dell’agente a terra, con chiaro intento ed effetto di incoraggiamento a proseguire nell’assalto». Così facendo il 22enne «contribuiva alla realizzazione dell’evento, rafforzando e sostenendo il proposito criminoso dei correi che materialmente colpivano l’agente».
I vuoti logici della ricostruzione
C’è poi Campaner, il 35enne che, quel sabato, era «vestito con giacca e felpa nera, jeans chiari e scarpe scure» – è scritto nel verbale d’arresto – e «lanciava ripetutamente sassi e petardi» verso le forze dell’ordine. Bloccato dagli agenti, «opponeva resistenza con forza, scalciando e tirando pugni». Accuse che Campaner, all’udienza di convalida, ha respinto: «Mi sono ritrovato in un punto camminando, senza accorgermene, forse ero in corso Regina e ho trovato un disastro avviato». Si definisce «disattento»: «Incuriosito, mi sono spinto un po’ più avanti e ho visto la strada piena di detriti e bidoni in fiamme. Non ho capito che ero in un punto di non ritorno. Era buio, piangevo, avevo gli occhi gonfi e non mi sono reso conto che la situazione era pericolosa». Aggiunge: «In 34 anni non ho mai preso neanche una multa, sono terrorizzato da quello che è successo». Una ricostruzione che per la giudice è «inficiata da alcuni vuoti logici e temporali», con cui Campaner non è riuscito a spiegare «con sufficiente chiarezza e coerenza le ragioni che, a fronte di tale ipotetico “errore”, lo inducevano a non allontanarsi immediatamente, ma anzi ad avanzare sino a una distanza di 250 metri dalla sede di Askatasuna e poi a permanere nell’area mentre era in atto una brutale guerriglia urbana».
Infine Desideri. Anche lui, per gli investigatori, in prima linea a scagliare sassi contro le forze dell’ordine. «Non ho lanciato alcuna pietra contro gli agenti», replica il 31enne. E spiega: «Osservavo e gli altri manifestanti lanciavano cose, credo pietre». Ancora: «Sono rimasto lì mentre c’erano gli scontri forti perché non volevo andare via dalla manifestazione, lo ritenevo ingiusto. Ero in corso Regina Margherita a difesa di una persona che era caduta. Ero abbastanza spaventato». Conclude: «Ho fatto volontariato e ho lavorato in Grecia a favore di migranti». Ma per la gip la scelta di «rimanere all’interno di quel contesto di “battaglia”, non arretrando e non dissociandosi da tale forma di protesta ormai degenerata, anzi prendendovi parte attivamente con il lancio di corpi contundenti» ha «contribuito alla realizzazione del reato, nonché efficientemente rafforzato il proposito criminoso degli altri facinorosi impegnati in azioni chiaramente violente».
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it








