Perché i Pasdaran preferiscono il figlio di Khamenei all’ayatollah Ali Reza Arefi

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In Medio Oriente i regimi scelgono i loro leader, ma Israele può sempre eliminarli. In Libano, un anno e mezzo fa i cacciabombardieri con la Stella di David hanno tagliato la testa del serpente, Hassan Nasrallah. E’ ricresciuta sul corpo di Naim Qassem, già votato al martirio. E poi avanti così. Lo stesso accade in Iran. Il favorito alla carica di Guida suprema, almeno secondo i media israeliani e dell’opposizione iraniana, Mojtaba Khamenei, è già nel mirino dei jet. Farà la stessa fine del padre, è la promessa.

Hamas è stata decapitata quattro volte negli ultimi vent’anni. Il successore di Arafat, a sua volta morto per un misterioso avvelenamento, si è invece comportato bene e non teme per la sua vita. Un doppio monito a tutti i capi della regione.

Mojtaba è forse l’uomo più impopolare dell’Iran. All’interno del Paese soltanto il figlio dello scià, Reza Ciro Pahlavi, è ancora più malvisto. Mojtaba non ha un curriculum religioso adeguato, non ha nessun carisma da grande ayatollah, ha scalato la gerarchia ecclesiastica solo perché figlio di papà, si è dedicato al business, concentrato sul settore bancario che alimenta l’economia parallela dei Pasdaran, creato la sua personale rete di influenza e affari. Le voci più insistenti sono che gli stessi Guardiani delle rivoluzioni lo spingano, per sentirsi garantiti sia sul fronte economico che politico.

Mojtaba sarebbe quindi il paravento di un regime nuovo, guidato dalle forze oltranziste militari. Vedremo a breve se il pronostico si realizzerà. L’architettura costituzionale ideata da Khomeini è articolata e complessa. La Guida è il perno di una bilancia. Tra un piatto religioso e uno laico. Dalla parte dei religiosi c’è il Consiglio dei Guardiani e soprattutto l’Assemblea degli Esperti, 88 ayatollah che hanno le stesse funzioni dei cardinali in un conclave. Hanno il compito di preselezionare una rosa di candidati e poi procede con la votazione. Quando un candidato raggiunge le 57 preferenze è nominato Guida suprema.

Il candidato favorito finora era Ali Reza Arafi, un seguace inflessibile della teoria velayat-e-fiq, il governo dei giuristi, di Khomeini. Non è meno duro e implacabile di Mojtaba, anzi, e i Pasdaran avrebbero tutto il suo appoggio nella guerra a oltranza con il “piccolo Satana” e il “grande Satana”.

Arafi era il braccio destro di Khamenei e la sua mente politica. Ha prestigio tra i religiosi e anche nell’ala militare. Ha partecipato alla rivolta contro lo scià a 16 anni, è stato imprigionato e torturato, ha combattuto nella guerra contro l’Iraq di Saddam Hussein. Ma forse questa sua eccessiva competenza spaventa i Pasdaran e il potere ombra guidato da Ali Larijani.

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