Il fallimento dei negoziati in Pakistan tra Stati Uniti e Iran e il nuovo blocco dello Stretto di Hormuz fanno salire il prezzo del petrolio. Il Wti (West Texas Intermediate) con consegna a maggio supera i 104 dollari al barile, con una crescita di circa l’8%. Il Brent con consegna a giugno è invece attualmente scambiato a oltre 102 dollari, con un rialzo di circa il 7,3%.
In avvio di contrattazioni al Ttf di Amsterdam crescono anche i prezzi del gas. I future del gas naturale europeo avanzano di oltre il 9% a 47,5 euro per megawattora, rimbalzando da un minimo di oltre cinque settimane.
È in calo, invece, il prezzo dell’oro sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold spot) passa di mano a 4.728,7500 dollari l’oncia con una flessione dello 0,46% mentre l’oro con consegna a giugno (Comex) è scambiato a 4,751,10 dollari l’oncia con una riduzione dello 0,76%.
Il nuovo blocco di Hormuz
Donald Trump ha annunciato un nuovo blocco dello Stretto di Hormuz in seguito al fallimento dei colloqui con l’Iran. Le forze americane inizieranno a far rispettare le restrizioni su tutto il traffico marittimo in entrata e uscita dai porti iraniani oggi, ma non ostacoleranno la libertà di navigazione per le navi in transito nello stretto da e verso porti non iraniani. Trump ha anche dichiarato che gli Stati Uniti intercetteranno qualsiasi nave che abbia pagato un pedaggio all’Iran per il passaggio sicuro attraverso la via d’acqua. Un’interruzione prolungata nello stretto aumenterebbe la competizione tra le regioni importatrici, mentre l’Europa ha bisogno di ricaricare le riserve prima del prossimo inverno. Le spedizioni di Gnl dal Golfo sono sospese da oltre un mese, con il più grande impianto mondiale in Qatar fermo dall’inizio di marzo dopo essere stato colpito da attacchi iraniani.
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