Rai, polemiche sul contratto da social media manager per la figlia del marito di Tommaso Cerno

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Scoppia la polemica intorno a Giada Balloch e il contratto da social media manager per il programma “Domenica In” della Rai. Magari il nome non è noto ai più, ma si tratta della figlia di Stefano Balloch, marito del direttore del Giornale Tommaso Cerno, già al centro di una bufera per il suo sbarco su Rai 2 con una striscia quotidiana dal titolo “2 di picche”.

A denunciare la situazione è stata la pagina social “BoicotteRai”, che in un post mette in luce come Giada Balloch è «assunta con contratto ibrido come social media manager della Rai per “rilanciare i contenuti di “Domenica In” con il fine di promuovere l’immagine di Tommaso Cerno sui social». Un arruolamento, scrive la Repubblica, che sarebbe avvenuto sette mesi fa, da quando ha preso il via l’avventura del patrigno come co-conduttore a fianco della presentatrice del programma Mara Venier.

Viale Mazzini ha già pubblicato una nota in cui «smentisce categoricamente la notizia secondo la quale la Giada Balloch, figlia del marito di Tommaso Cerno, abbia contratti di collaborazione con la Direzione Intrattenimento Day Time e con qualsiasi altra direzione Rai». Nel frattempo, però, i partiti di opposizione tuonano.

I componenti del Partito Democratico in commissione Vigilanza Rai hanno «presentato un’interrogazione rivolta all’amministratore delegato della Rai (Giampaolo Rossi) per fare piena luce sull’assunzione di Giada Balloch». Un caso che «appare estremamente opaco sotto il profilo della trasparenza e dell’opportunità. Giada Balloch è infatti figlia di Stefano Balloch, esponente di spicco di Fratelli d’Italia in Friuli Venezia Giulia, il quale risulta unito civilmente dal 2022 proprio a Tommaso Cerno. Ci troviamo di fronte a un intreccio di rapporti politici e personali che solleva interrogativi inquietanti sulla gestione delle risorse del servizio pubblico e sulle modalità di selezione del personale».

Lo stesso intende fare la rappresentanza del M5S in commissione. Il partito di Giuseppe Conte, infatti, parla già di «parentopoli Cerno». A tal proposito, viene aggiunto che «il programma di Cerno sarebbe scritto da lui stesso insieme ad Alessandro Usai, che sarebbe il marito di Antonella Giuli, sorella del ministro Giuli, già collaboratrice di Lollobrigida e oggi assunta alla Camera con un incarico di vertice nella comunicazione di Fratelli d’Italia. Se pensiamo che tutto questo carrozzone, sempre secondo quanto si apprende, costerebbe addirittura 800 mila euro per una trasmissione in cui si sfottono gli italiani perché si lamentano se il pieno aumenta dopo l’attacco di Trump e Netanyahu all’Iran, il quadro diventa veramente agghiacciante».

A detta di Peppe De Cristofaro (Avs), membro della commissione Vigilanza Rai, «da Telemeloni a Teleamichettismo il passo è breve». E denucia: «Continua l’occupazione della Rai da parte della destra. Occupano tutti gli spazi possibili. Dopo aver infornato le redazioni con nomine di provata fede meloniana, ora le assunzioni dei parenti e dei figli degli amici».

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