Referendum Giustizia, il consiglio dei ministri conferma la data del 22-23 marzo

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Non cambia la data del referendum: il Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende, ha deciso di confermare la consultazione per il 22 e 23 marzo, integrando però il quesito con gli articoli della Costituzione che vengono modificati dalla riforma della Giustizia che contiene la separazione delle carriere.

Nel frattempo, maggioranza e opposizione proseguono la battaglia referendaria. Per Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e responsabile della campagna per il sì di Forza Italia, è in ballo «una campagna di verità contro i Pinocchio che parlano della volontà del governo di assoggettare la magistratura, totalmente falsa, che cercano di convincere i cittadini a votare no utilizzando argomentazioni inventate. Votando sì – ribadisce Mulè – approveremo una riforma che consentirà finalmente ai cittadini di essere giudicati da un giudice veramente terzo».

Il capogruppo del M5s al Senato, Stefano Patuanelli, si interroga invece su chi è il destinatario di questa riforma: «Non è per i cittadini – osserva – è per una classe dirigente, quella politica, che vuole mettere sotto la propria ala il potere giudiziario e quindi poter essere sempre dalla parte della ragione. Questa è la ragione reale del referendum».


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