A quaranta giorni dalle sanguinose repressioni di gennaio, la tensione torna a salire nelle strade iraniane. Oggi il campus dell’Università Amir Kabir è diventato l’epicentro di una nuova sfida aperta al regime: una folla di manifestanti ha intonato cori filomonarchici, invocando la memoria dello Scià in occasione delle commemorazioni per le vittime delle recenti proteste. Secondo la tradizione sciita, il quarantesimo giorno dal decesso segna la fine del lutto e, come già accaduto durante la Rivoluzione Islamica del 1979, queste ricorrenze si stanno trasformando in nuovi catalizzatori di dissenso. Nonostante la stretta delle autorità, migliaia di persone sono scese in piazza per onorare i manifestanti uccisi dalle forze di sicurezza il mese scorso.
Nota: L’agenzia Reuters ha confermato l’autenticità del luogo incrociando i dettagli architettonici degli edifici, la struttura dei tetti e la vegetazione con immagini satellitari e archivi d’area. Sebbene la location sia certificata, resta difficile stabilire con assoluta certezza la data esatta delle riprese a causa delle restrizioni imposte ai media indipendenti.
Video Reuters
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