Sconti sulle bollette, il governo tratta con l’Ue ma c’è il rischio bocciatura

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La stangata del governo sulle società energetiche si fa sentire anche in Borsa. Il giorno dopo il via libera del Consiglio dei ministri al decreto sulle bollette, a Piazza Affari vanno in sofferenza i titoli delle utility. Il calo è stato generalizzato, da Enel (3,59%) a A2a (-2,21%), da Italgas (-1,37%) a Hera (-1,4%) fino a Terna (-1,03%).

Il combinato disposto dell’incremento dell’Irap del 2% e della modifica delle regole degli Ets rischia di avere un impatto sui margini dei produttori di energia, uno scenario negativo che sta provocando una pioggia di vendite da parte degli investitori.

Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin minimizza, derubricando i listini in rosso a «un rimbalzo del tutto naturale per il mercato», tuttavia i colossi dell’energia stanno facendo i primi calcoli sul costo delle norme varate da Palazzo Chigi.

L’aumento dell’Irap del 2% previsto nel triennio alle aziende che «producono, distribuiscono e forniscono energia e prodotti energetici» graverà sui conti per un miliardo di euro, ma a preoccupare i big del comparto è la misura che scorpora le quote pagate da chi inquina (gli Ets) dalla formazione del prezzo dell’energia, anche da quella da fonti rinnovabili.

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Cosa dicono gli analisti

Un rapporto di Citigroup ritiene che il provvedimento possa avere «implicazioni negative di vasta portata per la redditività e le valutazioni degli asset nelle utility europee». In una ricerca di Goldman Sachs si legge che la norma sugli Ets «potrebbe ridurre gli utili di Enel di circa 500 milioni ante imposte».

Pichetto ammette che «se si abbassano i prezzi dell’elettricità, si abbassano i margini di guadagno per i produttori. Si tratta di raggiungere un livello di equilibrio», si augura il ministro. Il decreto sterilizza il costo del gas nella formazione del prezzo all’ingrosso, spostando le quote di emissione nella bolletta a partire dal 2027, ma per realizzare questa operazione serve il via libera della Commissione europea.

Gli operatori sono convinti che Bruxelles non avallerà le nuove regole sul sistema di scambio delle emissioni di CO2 stabilite in modo unilaterale dal governo italiano, peraltro, Palazzo Chigi non sembra avere alleati di peso tra gli altri Paesi sul tema degli Ets. La Commissione europea fa sapere che sta esaminando il testo e avrà bisogno di «un’analisi complessiva, prima di esprimere una valutazione».

Il contenzioso con l’Ue

La trattativa si prevede lunga e probabilmente si protrarrà fino al prossimo autunno. La premier Giorgia Meloni ha scelto di aprire un contenzioso con l’Europa per replicare lo schema dei balneari, che ha prodotto un lungo negoziato, ancora non del tutto chiuso. Insomma, l’esecutivo conta di portare a casa qualcosa, il tempo c’è visto che la misura scatterebbe l’anno prossimo. Le tensioni tra il governo e i big dell’energia si riflettono però anche all’interno di Confindustria.

Da una parte, il presidente Emanuele Orsini festeggia la mossa dell’esecutivo che dovrebbe tagliare le spese delle aziende per le bollette; dall’altra, i produttori di Elettricità futura – l’associazione che li rappresenta all’interno di Confindustria – giudicano il decreto un colpo agli investimenti. Edison e altri valutano addirittura di uscire da Confindustria.

I malumori tra le imprese

Nicola Monti, amministratore delegato di Edison, va all’attacco: «C’è un impatto forte su tutto il settore. È una manovra che abbassa le bollette ma è fatta interamente sui margini e sulle prospettive delle aziende». In una intervista a Class Cnbc lancia l’allarme: «È possibile che gli investimenti in fonti rinnovabili non verranno fatti. Sarebbe stato meglio avviare un tavolo di concertazione e di confronto con gli operatori prima di approvare questo decreto».

I malumori non sono solo quelli delle grandi società, anche il comparto del biogas è molto preoccupato per il destino di migliaia di Pmi. Secondo Confagricoltura è «a rischio la tenuta delle aziende agricole che hanno investito in questi anni nelle rinnovabili». Coldiretti chiede strumenti per «assicurare la sostenibilità degli impianti».

Intanto, la Bce scrive nel Bollettino economico che in Italia i prezzi dell’energia elettrica per le famiglie sono più elevati del 100% rispetto a quelli delle industrie. Parole «sacrosante» per l’Unione nazionale consumatori che invita il governo a «trarne le debite conseguenze, modificando un decreto inconsistente».

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