La guerra nel Golfo continua ad allargarsi. Un missile sparato dall’Iran verso lo spazio aereo turco è stato intercettato dalle difese Nato nel Mediterraneo orientale. Una fregata iraniana è stata affondata da un sottomarino Usa al largo dello Sri Lanka: oltre 80 i morti. La risoluzione sostenuta dai dem per fermare la campagna militare di Trump è stata bocciata dal Senato americano. Sanchez sfida il magnate, dopo l’attacco del presidente Usa a Madrid per non aver concesso le basi. «È così che iniziano i disastri dell’umanità», dice il premier spagnolo. Nella notte nuovi lanci di missili incrociati tra Iran e Israele.
Per approfondire
– La Casa Bianca: “La Spagna ha deciso di collaborare con noi sull’Iran”. Ma Madrid smentisce
– Scontro in Parlamento sull’uso delle basi italiane da parte delle forze armate Usa
Oltre 1.100 civili uccisi dall’inizio della guerra
Almeno 1.114 civili sono morti in Iran dall’inizio degli attacchi statunitensi e israeliani sabato 28 febbraio, secondo l’organizzazione con sede negli Stati Uniti Human Rights Activists News Agency, citata dall’emittente televisiva «Cnn». Tra le vittime figurano 183 bambini, in gran parte sotto i dieci anni. L’organizzazione sta ancora verificando piu’ di 900 decessi segnalati. Secondo le stesse fonti, negli ultimi attacchi sarebbero stati colpiti anche obiettivi civili protetti dal diritto internazionale umanitario, tra cui una scuola superiore e diverse strutture mediche. Il bilancio si avvicina a quello della guerra di dodici giorni della scorsa estate tra Iran, Israele e Stati Uniti, che secondo le stime dell’organizzazione causo’ 1.190 morti in Iran. Decine di persone, inclusi sei militari statunitensi, sono morte in altri Paesi del Medio oriente a seguito degli attacchi di ritorsione di Teheran, secondo le autorita’ locali.
Teheran, “tre missili contro forze curde nel Kurdistan iracheno”
L’Iran ha reso noto di aver lanciato un attacco contro il quartier generale delle forze curde nel Kurdistan iracheno. «Abbiamo preso di mira la base dei gruppi curdi con tre missili», è il testo di un comunicato militare citato dall’agenzia Irna.
Carney non esclude partecipazione militare Canada a operazione Usa Israele
Il Premier canadese Mark Carney non esclude la partecipazione militare del Canada alla guerra di Israele e Stati Uniti contro l’Iran, nel quadro dell’escalation del conflitto in Medio Oriente. «Non si può mai categoricamente escludere la partecipazione. Saremo al fianco dei nostri alleati», ha dichiarato Carney, in visita in Australia. Carney aveva in precedenza sottolineato che l’operazione militare di Usa e Israele era «incoerente con il diritto internazionale».
Serie di esplosioni a Teheran
Diverse esplosioni hanno colpito Teheran e la sua periferia occidentale giovedì mattina, secondo quanto riportato dai media locali, dopo che Israele ha annunciato nuovi attacchi nel sesto giorno di una guerra che si è estesa in tutto il Medio Oriente con attacchi di rappresaglia da parte dell’Iran. L’agenzia di stampa Fars ha riportato un’esplosione nella parte occidentale di Teheran, mentre i quotidiani Shargh e Iran hanno riportato almeno un’esplosione a Karaj, una città al confine occidentale con Teheran.
Teheran nega il lancio di missili verso la Turchia
L’ Iran ha smentito di aver lanciato un missile, poi abbattuto, verso la Turchia. “Le Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran rispettano la sovranità del Paese vicino e amico, la Turchia, e negano qualsiasi lancio di missili verso il territorio di racconto Paese”, si legge in una dichiarazione riportata dall’agenzia Irna.
Esplosione su una petroliera ancorata in Kuwait. Danneggiato uno dei serbatoi
Una petroliera ancorata in Kuwait ha subito una «forte esplosione» e perde carburante dopo che uno dei suoi serbatoi è stato danneggiato, ha riferito oggi l’agenzia britannica per la sicurezza marittima UKTMO. «Il capitano di una petroliera ancorata ha riferito di aver visto e udito una forte esplosione sul lato sinistro, poi di aver visto una piccola imbarcazione allontanarsi dalla zona» al largo della costa di Mubarak al Kabeer, ha dichiarato l’agenzia, che fa parte della Royal Navy. C’è stata una perdita di petrolio dalla nave, ma l’equipaggio è al sicuro e non si è verificato alcun incendio, ha aggiunto l’agenzia, consigliando alle navi nella regione del Golfo di prestare attenzione.
L’Iran: “Rispettiamo la Turchia, nessun lancio di missili”
L’Iran nega di non aver lanciato nessun missile contro la Turchia (l’episodio è accaduto ieri) e afferma di rispettare la sovranità di Ankara.
Israele: “Nuova ondata di attacchi su Teheran”
L’esercito israeliano fa sapere di aver iniziato “nuovi attacchi aerei su vasta scala contro obiettivi a Teheran”.
Media: “Israele ha ucciso un leader di Hamas”
Secondo quanto riportato da alcuni media libanesi Israele avrebbe ucciso “un leader di Hamas”. Durante le prime ore del mattino l’Idf ha bombardato i quartieri meridionali di Beirut, mentre un attacco separato a un edificio residenziale nel nord del Libano ha causato – secondo i media locali e l’agenzia di stampa statale – almeno due morti e un ferito. L’alto funzionario di Hamas, ucciso in casa da un drone insieme alla moglie, sarebbe Wassim Atallah al-Ali.
Iran: lanciati missili contro il quartier generale delle forze curde in Iraq
L’Iran ha affermato oggi di aver lanciato missili contro il quartier generale delle forze curde nel Kurdistan iracheno, secondo i media statali. “Abbiamo preso di mira il quartier generale dei gruppi curdi che si oppongono alla rivoluzione nel Kurdistan iracheno con tre missili”, si legge in una dichiarazione militare citata dall’agenzia di stampa Irna sul suo canale Telegram. Dall’inizio dell’offensiva israelo-americana contro Teheran, la regione autonoma del Kurdistan, che ospita truppe statunitensi, è stata bersaglio di attacchi con droni, la maggior parte dei quali è stata intercettata dalle difese aeree.
La Cina sospende le esportazioni di benzina e diesel
La Cina ha chiesto ai suoi principali raffinatori di sospendere le esportazioni di diesel e benzina, secondo quanto riporta Bloomberg, perché la guerra in Medio Oriente rappresenta un rischio di carenze di approvvigionamento. L’attuale blocco del traffico marittimo nello stretto di Hormuz, altamente strategico, rappresenta una minaccia per l’approvvigionamento energetico del colosso asiatico, che dipende fortemente dal petrolio greggio di questa regione. Il Medio Oriente, infatti, secondo la società di analisi Kpler, rappresentava circa il 57% delle importazioni dirette di greggio cinesi trasportate via mare nel 2025. Funzionari della Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, il principale organismo di pianificazione economica cinese, hanno incontrato i rappresentanti delle raffinerie e “hanno chiesto verbalmente una sospensione temporanea delle spedizioni di prodotti raffinati, con effetto immediato. Ai raffinatori è stato chiesto di smettere di firmare nuovi contratti e negoziare la cancellazione delle spedizioni già concordate”.
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it








