Un cuore artificiale di ultima generazione per consentire al piccolo Tommaso di giungere al giorno, sperato e atteso, del trapianto cardiaco che gli permetterà di staccarsi dall’Ecmo, che lo tiene in vita, e dai suoi dannosi effetti. Dall’Ospedale Niguarda di Milano arriva una possibile via d’uscita nel complesso caso del bimbo di 2 anni e 4 mesi di Nola che dal 23 dicembre è ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli in gravi condizioni, dopo l’impianto di un cuore risultato danneggiato, perché congelato dall’uso errato di ghiaccio secco durante l’espianto.
Lo ha appreso ieri sera l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia di Tommaso, che con la denuncia depositata l’11 gennaio ha fatto scattare l’inchiesta per lesioni colpose gravi, nella quale risultano indagati sei tra medici e paramedici del Monaldi di Napoli. «L’associazione Nodi d’Amore, con la quale siamo entrati in contatto, ha interpellato il professor Russo del Niguarda, che ha già trattato l’impianto di questo nuovo cuore artificiale sperimentale. Il professore, a quanto ci è stato riferito, si è detto disponibile a valutare il caso. Si metteranno loro direttamente in contatto con il Monaldi».
La condizione per avviare il confronto è disporre di una valutazione clinica aggiornata, soprattutto sul piano neurologico. Il nodo decisivo per un nuovo intervento – così come per un eventuale trapianto di cuore nuovo – riguarda infatti la presenza o meno di danni cerebrali irreversibili che il bambino potrebbe aver riportato a causa della prolungata permanenza in Ecmo. Risposte in tal senso potrebbero arrivare dalla Tac che sarà eseguita oggi. «Attendiamo questi esami per capire come sta Tommaso – dice l’avvocato Petruzzi -. Nell’ultima Tac risultavano delle problematiche, ma speriamo siano state superate».
l’intervista
“Le liste d’attesa seguono livelli di urgenza, poi dipende dalla compatibilità degli organi”
L’esito della Tac potrebbe incidere anche sullo “scontro” in corso tra l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e il Monaldi sulla possibilità che Tommaso possa affrontare un nuovo trapianto di cuore. La struttura romana, alla quale la famiglia ha chiesto di rivolgersi per una valutazione, ha espresso un parere negativo. Di diverso avviso, invece, uno dei medici dell’équipe che il 23 dicembre ha operato il bambino, impiantandogli il cuore poi risultato danneggiato: secondo lui Tommaso sarebbe ancora nelle condizioni di ricevere un nuovo organo. Una posizione che ha spinto l’avvocato della famiglia a presentare un’integrazione di querela, ritenendo anomalo che a indicare la linea clinica sia uno dei sanitari attualmente indagati, seppur come atto dovuto, nell’inchiesta sulla vicenda. Il legale ha, inoltre, chiesto alla procura l’incidente probatorio per acquisire e blindare le cartelle cliniche di Tommaso e tutta la documentazione relativa all’espianto e al trapianto. «Noi ovviamente speriamo che il Bambino Gesù si sbagli e che il medico del Monaldi abbia ragione, ma in queste condizioni non ci sentiamo sereni», aggiunge il legale. Anche la madre di Tommaso, sul punto, sarebbe stata chiara: «Non voglio che a operare mio figlio sia lo stesso medico», sono state le sue parole riferite dall’avvocato. Parole dettate dalla disperazione e dalla rabbia.
Oggi Patrizia è tornata in ospedale. Non c’è giorno, da quel 23 dicembre, che la donna non stringa la mano al suo piccolo Tommaso. In serata gli ha portato anche un grosso peluche, un orso di colore ocra con il muso bianco e il naso rosso. «Mio figlio è un guerriero, è forte, lo è sempre stato e lo hanno detto anche i medici – dice -. Io voglio solo che torni a casa. Non intendo mollare».
Lunedì, intanto, l’équipe che segue il caso di Tommaso tornerà a riunirsi. La speranza è che arrivi al più presto la notizia della disponibilità di un cuore nuovo, dall’Italia o dall’estero. Perché per la Direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliera dei Colli, che rivendica di «essere un presidio di eccellenza e di alta specializzazione» e di «avere adottato con fermezza tutti i provvedimenti necessari a tutela del piccolo e di tutti i pazienti che afferiscono all’ospedale», è confermata «la decisione assunta nella giornata di ieri (venerdì, ndr) da parte dell’Heart Team di mantenere il bambino in lista di trapianto, sussistendo, ad opinione del medico responsabile, le condizioni cliniche». E allora non resta che pregare. L’arcivescovo Domenico Battaglia ha fatto capolino in ospedale, ha incontrato la mamma di Tommaso e ha pregato per il piccolo. Sperando che il miracolo si compia.
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