
Si è spento a 86 anni Tonino Apicella, interprete della tradizione melodica partenopea e figura discreta ma profondamente radicata nella cultura musicale napoletana. Con la sua scomparsa se ne va un artista che ha incarnato un modo di fare musica oggi sempre più raro: quello dei posteggiatori, fatto di contatto diretto con il pubblico, passione e autenticità.
Un interprete della Napoli più vera
Cresciuto nella tradizione della canzone napoletana classica, Apicella ha costruito la sua carriera lontano dai grandi riflettori, tra ristoranti, locali e serate dal vivo. Era lì che la sua arte prendeva forma: voce calda, chitarra in mano e una capacità unica di entrare in sintonia con chi lo ascoltava.
Fin da giovanissimo, iniziò a esibirsi seguendo la tradizione dei musicisti di strada, contribuendo a mantenere viva una cultura musicale popolare che ha reso Napoli famosa nel mondo. Nel tempo, portò questo repertorio anche all’estero, diventando ambasciatore di una musicalità genuina e senza filtri.
Dal palco al cinema
Nel corso della sua carriera, Apicella ebbe anche un breve passaggio nel mondo del cinema. È ricordato per una sua apparizione in Morte a Venezia di Luchino Visconti, dove interpretava un musicista legato proprio alla tradizione partenopea.
Un ruolo che rifletteva perfettamente la sua identità artistica: non un attore, ma un interprete autentico capace di portare sullo schermo la stessa spontaneità delle sue esibizioni dal vivo.
Il legame con il figlio Mariano
Tonino Apicella era anche il padre di Mariano Apicella, noto al grande pubblico per la sua collaborazione con Silvio Berlusconi.Un percorso, quello del figlio, molto diverso: più mediatico e legato al mondo della politica e dello spettacolo. Tonino, invece, è rimasto sempre fedele alla sua dimensione originaria, lontano dalle luci della ribalta.
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