Torino, anagrafe in affanno e code agli ingressi per 87 mila carte di identità da rifare

0
1

Decine di lavoratori, ragazzi, genitori con bambini piccoli nel passeggino, anziani appoggiati al bastone. Tutti in fila, fin dalla prima mattina con in mano la carta d’identità, quella color noisette, davanti all’anagrafe centrale di via della Consolata. Che ci fa qui? E il pensionato Fabrizio mostra il documento di carta: «Devo cambiarlo mi serve quello elettronico. Mi hanno detto che questo tra poco non sarà più valido». Vero. Il 3 agosto cambia tutto. Serve la Cie.

In coda in questo venerdì mattina davanti alle transenne ci sono decine di persone che non sono riuscite a prenotarsi sul sito del Comune. Il sistema di appuntamenti è saturo da mesi e molti, soprattutto quelli che dimostrano di avere maggiori urgenze o hanno smarrito il documento, provano la strada dell’accesso diretto. Risultato: attese anche di due o tre ore. Tra proteste e rassegnazione.

Carenza di personale e boom di richieste

Dentro gli uffici la pressione è evidente. La città deve rinnovare circa 87mila carte d’identità elettroniche prima della scadenza estiva, ma la forza lavoro impiegata attualmente – stando a quanto riferisce il Comune – riesce a stampare e consegnare circa 570 tessere ogni giorno, dal lunedì al sabato. Facendo un rapido calcolo, al 3 agosto verrebbero emesse circa 70mila Cie. Ne resterebbero da rinnovare circa 17mila. Tra carenza di personale e boom di richieste dovuto all’obbligo ministeriale, l’anagrafe è sotto stress. Il Comune sta valutando altre aperture straordinarie da aggiungere a quelle del sabato, e un ulteriore aumento di addetti. Ma per ora la situazione resta complicata, nonostante ieri mattina i 20 sportelli fossero quasi tutti operativi.

Torinesi in coda

In coda e tra i corridoi si alternano storie diverse. Lucia Catano è arrivata con il figlio Samuel: «Da un anno cerchiamo di prenotare ma non ci siamo mai riusciti. Online non trovi posto. Siamo venuti qui sperando di farcela, ma è una grande perdita di tempo».

Poco più avanti nella fila c’è Filippo Tricarico, residente alle Vallette. Dice: «Sono qui dalle dieci per fare la carta d’identità a mia figlia Aurora. Ho ancora una decina di persone davanti e sto aspettando da più di due ore».

Stessa attesa per Massimiliano Monachella. «La prenotazione online era impossibile: il primo posto disponibile era ad agosto. Io e mio fratello viviamo vicino al San Giovanni Bosco ma abbiamo dovuto venire qui perché nella sede decentrata non c’era disponibilità. Sarebbe molto meglio poter scegliere online e avere più posti».

Le urgenze

Tra le persone in coda ci sono anche famiglie che devono partire. Antonella e Raffaele Riccio sono arrivati con i figli Ludovica, quattro anni e mezzo, e Alessandro di due. «Abbiamo un viaggio urgente e ci serve il documento».

C’è poi chi ha perso il portafoglio e deve rifare tutto da capo. Come Giulia, che ha in mano il foglio della denuncia: «Oggi è l’unico giorno libero che ho. Spero di riuscire a passare».

Ma c’è anche chi, senza prenotazione online, non sa come organizzarsi. Emanuela Fontana, deve avviare la procedura per richiedere la Cie per l’anziana zia che non può muoversi da casa: «Devo chiedere l’intervento di un funzionario a domicilio. Ma l’iter è lungo. Ero già venuta al pomeriggio, ma c’era troppa gente».

La fila non riguarda solo le carte d’identità e c’è anche chi torna a casa senza riuscire a entrare. Salvatore Sciuto è arrivato alle 12.50: «Sul sito c’è scritto che gli uffici sono aperti fino alle 13.30, devo presentare il certificato di morte di mio padre. Ma non mi fanno entrare».

Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it