Toro, il blitz notturno degli ultras che offendono Cairo al Filadelfia

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Letame al Filadelfia. E un enorme striscione appeso ai cancelli d’ingresso di via Spano: «M… come Cairo». Il primo giorno di D’Aversa, che oggi pomeriggio dopo la presentazione ufficiale dirigerà il primo allenamento dei granata, si è aperto con un «comitato d’accoglienza» da parte dei tifosi che rimanda indietro nel tempo, anche se certamente non può essere il nuovo allenatore scelto per evitare la Serie B il destinatario.

I precedenti

La stessa sorte era toccata anche al Torino di Cimminelli e Romero, allora fu imbrattato l’ingresso della vecchia sede dietro piazza Statuto. Letame, appunto, sparso in piena notte davanti al passo carraio dove dirigenti e giocatori entrano con i loro mezzi nel posto più sacro della storia granata. Un gesto estremo, l’ultimo di una lunga collana di messaggi inequivocabili che la piazza continua a mandare innanzitutto al patron Cairo, ma da un po’ di tempo anche ad una squadra ritenuta responsabile di uno dei momenti più difficili degli ultimi 21 anni di gestione dell’imprenditore milanese. Squadra che, domenica di ritorno da Genova, è stata «salvata» dal ritardo del treno degli ultras, arrivati al Fila dopo il pullman, cavandosela di fronte ad una decina di tifosi comunque inviperiti.

Ennesima contestazione

È l’antipasto dell’ennesima protesta che il popolo del Toro metterà in scena domenica prima e durante la partita con la Lazio, con la curva Maratona per la terza volta senza tifosi. Resteranno fuori e per l’occasione hanno organizzato un torneo di calcetto: «Il calcio vero si gioca fuori, nessuno stipendio milionario, niente tv, solo sudore e passione: il Toro è questo».


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