Trump e l’odio-amore per il voto per corrispondenza: lo disprezza, ma lo usa

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WASHINGTON. Per Donald Trump il voto per corrispondenza è una truffa. Lo ha sempre definito tale, sostenendo di aver perso le elezioni presidenziali 2020 a causa di tale metodo e accusando, senza prove, i democratici di aver manomesso le preferenze arrivate per posta.

Voti che sei anni fa, in mezzo alla pandemia di COVID-19, furono processati con vari giorni di ritardo dopo il 3 novembre (l’election day, ndr), vista la grande quantità di americani che avevano optato per spedire la propria scheda elettorale ed evitare così di andare fisicamente al seggio per non esporsi al rischio di contagio.

Nel 202, the Donald non si lamentò di niente. Anche questo lunedì, il tycoon di New York è tornato a definire tale pratica un «imbroglio postale». «Il voto per corrispondenza significa truffa per corrispondenza. Io la chiamo truffa per posta, e dobbiamo fare qualcosa al riguardo», ha dichiarato Trump intervenendo, a Memphis, a una tavola rotonda dedicata alla task force della sua amministrazione sulla criminalità.

Eppure, lo stesso repubblicano avrebbe usufruito del voto per corrispondenza qualche giorno fa per votare nelle elezioni speciali per la Camera dei Rappresentanti in Florida, stato dove ha la residenza. Secondo il sito web del supervisore elettorale della Contea di Palm Beach, i registri rivelano che Trump ha votato per corrispondenza nelle elezioni speciali per l’87° distretto della Camera, che comprende il suo golf club di Mar-a-Lago. Trump ha espresso il proprio sostegno al candidato repubblicano Jon Maples nella sfida contro la democratica Emily Gregory.

Trump ha scelto di spedire la propria scheda elettorale per posta, nonostante si trovasse negli ultimi giorni a Palm Beach, dove era disponibile la possibilità di votare anticipatamente di persona fino alla serata di domenica. Secondo il sito web delle elezioni, il suo seggio elettorale si trova a 15 minuti di auto sia dalla sua residenza che dal suo golf club.

Negli ultimi mesi, Trump ha ribadito le sue infondate affermazioni secondo cui tale pratica sarebbe soggetta a frodi diffuse, facendo pressione sui Repubblicani al Senato affinché approvino una legge elettorale restrittiva che richiederebbe, tra le altre misure, la prova della cittadinanza statunitense per i nuovi elettori.

Pressioni che per ora non hanno sortito grande effetto fra i membri del suo partito. Su Truth Social, Trump si è scagliato spesso contro il voto per posta, definendolo una “truffa”, e ha promesso di smantellare tale procedura. Durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione, tenuto il mese scorso, ha reiterato il suo «basta con i voti per corrispondenza truccati».

Il Presidente, inoltre, spinge per l’introduzione di emendamenti alla normativa, in particolare per un divieto del voto per corrispondenza, salvo limitate eccezioni come ad esempio quando gli elettori sono malati, disabili, in viaggio o nelle forze armate. Fra queste, evidentemente, c’è il suo caso, come ha spiegato Olivia Wales, una delle giovani portavoce della Casa Bianca: «Come tutti sanno, il Presidente è residente a Palm Beach e partecipa alle elezioni in Florida, ma, com’è ovvio, risiede abitualmente presso la Casa Bianca a Washington», ha detto Wales.

«Come ha affermato il Presidente Trump, il “SAVE America Act” prevede eccezioni di buon senso che consentono agli americani di ricorrere al voto per corrispondenza in caso di malattia, disabilità, servizio militare o viaggi; tuttavia, il voto per corrispondenza universale non dovrebbe essere consentito, in quanto altamente esposto al rischio di frodi», ha aggiunto.

Non è la prima volta, negli ultimi anni, che Trump vota per corrispondenza. Durante le primarie presidenziali del 2020, spedì la propria scheda elettorale nonostante avesse dichiarato — senza fornire alcuna prova — che i Democratici stessero tentando di «rubarE» le elezioni proprio attraverso il voto per corrispondenza.

Secondo gli esperti elettorali, gli incessanti attacchi sferrati dal Presidente contro il voto per corrispondenza nel corso degli anni minano la fiducia complessiva nel processo democratico. Allo stesso tempo, dati alla mano, i casi di frodi elettorali per posta sono sempre stati un numero irrisorio negli Stati Uniti: ad esempio, mettendo tutti i casi del 2020 e del 2024 insieme, questi non superano i venti episodi.

Le frodi elettorali sono estremamente rare negli Stati Uniti, per quanto Trump sostenga il contrario, grazie a un solido sistema di controlli e contrappesi, gestito dai funzionari locali, che è volto a prevenire la maggior parte dei brogli.

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