WASHINGTON. La guerra è in Iran “è praticamente completa”. Donald Trump consegna alla CBS questo messaggio sibillino mentre nelle stesse ore dal Dipartimento della Guerra il commento è che “siamo solo all’inizio del combattimento”. Ma l’effetto di questa frase sui mercati è stato clamoroso, in una giornata in un cui il Brent a Wall Street ha superato i 119 dollari, dopo le parole di Trump è precipitato a 85 dollari.
Prima però Trump ha avuto una lunga conversazione telefonica con Vladimir Putin: in agenda l’Iran e la soluzione del conflitto in Ucraina. Secondo quanto hanno riferito da Mosca la discussione è stata “molto sostanziale” e con “significati effetti pratici sul futuro del lavoro fra i due Paesi”. Putin ha espresso il suo pensiero diretto a una “rapida soluzione politica e diplomatica” del conflitto a Teheran e ha offerto a Trump la sua “valutazione sull’operazione israelo-americana”. Nel weekend il Washington Post aveva rivelato che Mosca fornisce informazioni sugli asset presenti nel Golfo a Teheran per la rappresaglia. La notizia non ha provocato reazioni dalla Casa Bianca e Donald Trump ha al contrario riferito che siccome le operazioni stanno andando bene, “probabilmente le informazioni non sono così buone”. Entrambi hanno concordato che i contatti fra i due presidenti “dovrebbero essere regolari”.
Parlando al ritiro della leadership repubblicana in Florida, Trump ha avvertito l’Iran: «Hanno sparato a ogni cosa che c’era da sparare e ora è meglio che non facciano niente altrimenti sarà la fine di quel Paese».
La linea Usa resta ambigua. Trump ha ribadito che l’intervento è stato necessario per i timori di attacchi con i missili contro gli alleati e gli interessi americani nella regione. «Abbiamo dovuto fare delle piccole escursioni perché sentivamo di doverci sbarazzare, sarà una veloce escursione», ha spiegato il presidente senza tuttavia offrire un orizzonte temporale per la durata del conflitto.
Ha quindi ricordato l’operazione Hammer Midnight di giugno quando i bombardieri Usa hanno – parola del presidente – obliterato il programma nucleare del regime, altrimenti “in due settimane avrebbero avuto la bomba nucleare”.
Trump ha sottolineato i successi delle Forze armate Usa, ricordato le sette vittime nel conflitto, e sottolineato che “abbiamo vinto in molti modi, ma non abbiamo vinto abbastanza. Siamo determinati ad ottenere una totale vittoria sul regime terroristico. Noi ci placheremo fino a che il nemico non sarà totalmente e definitivamente sconfitto”.
“Nessuno ha idea” di chi guiderà l’Iran dopo l’uccisione di Ali Khamenei nonostante l’elezione di suo figlio Mojtaba a guida suprema. «I loro leader terroristi sono morti o stanno contando i minuti che mancano alla loro scomparsa. E ora nessuno ha idea di chi saranno le persone che guideranno il Paese», ha osservato il presidente.
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