Il giorno dopo fa ancora più rumore. Specialmente se a parlare, con toni durissimi, è il capo degli arbitri, Gianluca Rocchi. Negli occhi di tutti c’è ancora la seconda ammonizione comminata a Pierre Kalulu, che ha costretto la Juventus a giocare in 10 dal 42’ del primo tempo: secondo giallo erroneamente estratto da La Penna, in coda ad un comportamento di Alessandro Bastoni che, a dire di Rocchi, avrebbe tratto in inganno il direttore di gara e quindi indotto ad estrarre il cartellino. «La Penna è mortificato e gli siamo vicini, ma certamente non è l’unico ad aver sbagliato: perché ieri c’è stata una simulazione chiara». Il designatore arbitrale non le manda a dire. Non un caso isolato quello andato in onda a San Siro: la classe arbitrale non si sente tutelata, anzi spesso, secondo il Rocchi-pensiero è la componente che tutti cercano di fregare e sulla quale poi, a rotazione, tutti sfogano la propria rabbia. «Quello di ieri è stato l’ultimo di una lunga serie in un campionato in cui cercano in tutti modi di fregarci». Errore che non poteva essere nemmeno cancellato: un secondo giallo e non un rosso diretto, ha impedito l’intervento all’on field review e il conseguente annullamento del provvedimento. «Siamo molto dispiaciuti dell’episodio, la decisione di La Penna che è chiaramente errata e per il fatto di non aver potuto usare il Var per sanarla».
Quella dei calciatori che si lasciano andare con facilità disarmante e che cadono al suolo, come colpiti da un fulmine, sta diventando una moda sempre più dilagante. Cercare di portarsi a casa un vantaggio, che sia un cartellino per un avversario o la conquista di un rigore per la propria squadra. E se ieri il Var non ha potuto fare nulla, in altre circostanza la presenza dello strumento può (anche) rappresentare un’arma a doppio taglio: chi sta al monitor, con i calciatori a terra, «Sono sicurissimo del rigore: appena ho sentito il tocco mi sono detto “Ah che gioia!”, sono state le parole pronunciate dal talento, appena sbocciato, del Napoli, Vergara, a cui, giusto la scorsa giornata di campionato, è stato fischiato un rigore alquanto discutibile.
PARLA IL DESIGNATORE ARBITRALE
Rocchi non arretra: “La Penna ha sbagliato, ma anziché aiutarci tutti vogliono fregarci”

Correva il minuto 93 di Genoa-Napoli, e il lievissimo tocco di Cornet (non si poteva parlare di step on foot) portava all’assegnazione di una massima punizione alquanto discutibile: per Mariani, sul campo, l’intervento del genoano non era sanzionale, ma dopo il richiamo da parte del “varista” Di Bello, ecco che l’inversione di marcia. E proprio l’intervento del Var è stato uno degli argomenti che Alexis Saelemaekers ha trattato in un’intervista rilasciata, qualche settimana fa al Corriere dello Sport. «Se in area ti senti toccare, il più delle volte non resti in piedi, vai giù».

Un “uso comune” secondo il belga. «Lo vedi fare agli altri e lo fai anche tu». L’obiettivo è quello di attirare una maggiore attenzione rispetto ai due, Var e Avar, che sono a Lissone davanti ai diversi monitor. «Talvolta si rimane a terra più a lungo aspettando che venga richiamata l’attenzione dell’arbitro. Non è che in quei momenti stai troppo a pensare». E polemica ci fu anche in occasione di un rigore concesso al Milan, per un lieve tocco di Parisi sul rossonero Gimenez, in una sfida vinta, grazie alla trasformazione di quel penalty, poi 2-1 dal Milan. «Gimenez accentua molto, in questa stagione abbiamo visto atteggiamenti di questo tipo, giocatori appena toccati che è come se avessero ricevuto un colpo violento», così si era pronunciato ad Open Var, la trasmissione di Dazn che mette sotto la lente d’ingrandimento l’operato della classe arbitrale, Andrea De Marco, ex fischietto internazionale e dallo scorso agosto coordinatore tra la Can e i club di A e B. «Si sentono anche urla ‘disumane’, per impressionare l’arbitro, si induce a sbagliare», aveva raccontato Rocchi, più di qualche mese fa. Un argomento caldissimo di cui si dibatterà per tempo, sino a che una soluzione (gli arbitri chiederebbero il reintegro della prova tv che non esiste più da quasi un ventennio) non sarà trovata.
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