Max Verstappen potrebbe lasciare la Formula 1. A forza di gridare «al lupo, al lupo» il quattro volte campione del mondo rischiava che non gli si credesse più, quando già nella passata stagione, iniziata con una macchina (molto) meno competitiva della McLaren poi rimontata fino a sfiorare il quinto titolo consecutivo, aveva cominciato a correre gare in competizioni alternative, assicurando che «nella vita non c’è solo la Formula 1, non mi vedo qui fino a 40 anni». Dopo il Gp del Giappone, esasperato da una Red Bull inaccettabile per i suoi altissimi standard, nonché inferocito con il nuovo corso della F1, Verstappen ci è però andato giù pesante: «Devo capire cosa voglio esattamente nel mio futuro – le sue parole dopo aver assistito al secondo trionfo consecutivo di Kimi Antonelli -, mi riferisco ovviamente alla F1. Ci penserò nelle prossime settimane e nei prossimi mesi». Secondo il De Telegraaf, giornale molto vicino al fenomeno olandese, Super Max starebbe davvero pensando se non a un ritiro, quantomeno a un periodo sabbatico da prendersi al termine di questa stagione, nonostante un contratto pluriennale – comunque con diverse clausole di uscita – che avrebbe scadenza nel 2028.
il personaggio
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LORENZO PASTUGLIA
Nuova F1 indigesta
A Verstappen non va giù la nuova F1, ma soprattutto il fatto di non essere competitivo. Tre gare consecutive al di fuori dalla top-5 non gli capitavano dalla prima stagione in Red Bull, dieci anni fa, lui che aveva iniziato la carriera – primo e unico nella storia, perché adesso sarebbe vietato – da minorenne. Già durante i test in Bahrein, Max ha definito queste monoposto delle F2 con steroidi, quindi con i primi Gp la sua insoddisfazione ha avuto un’escalation fino a questo apparente punto di rottura: «Ho contato i giri fino alla fine della gara: 15, 10, 5, quasi… È fatta. Quello che provo è oltre l’insoddisfazione, quasi rassegnazione. La vita continua e non è fatta solo dalla F1, ci sono tante altre cose che si possono fare. Vogliono che io rimanga? Allora deve essere divertente». Anche papà Jos, sabato, aveva messo tutti in guardia a proposito delle motivazioni del figlio, segnalate appunto al minimo storico.
La possibile strategia
Una nuova grana per Stefano Domenicali, grande capo del Circus, e Mohammed Ben Sulayem, presidente della Fia, già alle prese con (legittime) critiche soprattutto per il format delle qualifiche, private dell’anima che ha sempre caratterizzato questo sport. Ma ascoltando Verstappen ci vengono in mente anche le parole di Ivan Capelli in una recente intervista a La Stampa: «Max è diventato molto bravo anche politicamente, a parlare lanciando messaggi. Se la macchina non andrà bene, cercherà di capire quale potrebbe consentirgli di vincere in futuro». Magari anche dopo un anno di stop, come ad esempio accadde ad Alain Prost prima di conquistare il suo quarto e ultimo titolo con l’imbattibile Williams del 1993. Adesso, imbattibile o quasi, sembra essere la Mercedes, che la scorsa estate ha fatto una corte serrata proprio a Verstappen. Vedremo se Toto Wolff raccoglierà il messaggio, anche se per il momento – con George Russell in difficoltà – può godersi un Antonelli in grandissima forma.
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