Via ai nuovi controlli sulle pensioni estere: chi riguardano e come funzionano

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Dal 20 marzo parte la prima fase di accertamento dell’esistenza in vita dei pensionati che risiedono all’estero. Circa 340 mila secondo le ultime stime dell’Inps, distribuite in oltre 160 paesi per un controvalore che stando al rapporto sulle pensioni estere 2024 vale all’incirca 1,75 miliardi di euro. La maggior parte di questi pagamenti sono localizzati in Europa, dove viene erogato quasi il 62% delle pensioni, seguita dall’America settentrionale con circa il 20%, Oceania col 9%, America meridionale col 6%e infine Africa, Asia e America centrale con percentuali attono all’1%.

Sconti a chi rientra

Mentre riparte la macchina dei controlli, con le stesse modalità introdotte per la prima volta dall’Inps già l’anno passato, presso la commissione Finanze e Tesoro del Senato avanza il disegno di legge presentato da Fratelli d’Italia che offre un’Irpef sostituiva del 4% per un periodo di 15 anni ai pensionati italiani che hanno trasferito la loro residenza in un paese che non rientra nell’Unione europea allo scopo di beneficiare di tasse e di un costo della vita più bassi rispetto all’Italia. Per beneficiare di questo importante sconto fiscale che avrà durata 15 anni gli interessati dovranno però trasferire la loro residenza in un comune con meno di 3 mila abitanti.

Come funziona la verifica

A partire dalla prossima settimana il fornitore del servizio di pagamento delle pensioni al di fuori del territorio nazionale, ovvero Citibank N.A, curerà la spedizione delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita nei confronti dei pensionati residenti in America, Asia, Estremo Oriente, Paesi scandinavi, Stati dell’Est Europa e paesi limitrofi. “Per ridurre il rischio di pagamenti di prestazioni dopo la morte del beneficiario e in una logica di prevenzione delle criticità derivanti dalle eventuali azioni di recupero delle somme indebitamente erogate” l’Inps però anche quest’anno ha previsto che alcuni pensionati possono essere interessati dalla verifica generalizzata dell’esistenza in vita, indipendentemente dalla propria area geografica di residenza o domicilio.

La scadenza da rispettare

Gli attestati andranno restituiti a Citibank entro il 18 luglio 2026. Attenzione a questa scadenza, perché qualora l’attestazione non venga prodotta il pagamento della rata del prossimo mese di agosto, se possibile, avverrà in contanti presso le agenzie Western Union del paese di residenza.

In caso di mancata riscossione personale o nel caso non venga prodotta l’attestazione di esistenza in vita entro il 19 agosto 2026, il pagamento delle pensioni sarà sospeso a partire dalla rata di settembre 2026.

Chi è escluso dai controlli

In base alle regole dell’Inps sono esclusi dall’accertamento generalizzato i pensionati i cui dati sono oggetto di scambio telematico, in virtù di accordi tecnico-procedurali stipulati dall’Istituto con enti previdenziali di altri Stati (in particolare ci si riferisce a Germania, Svizzera, Polonia, Francia, Belgio, Olanda e Australia), oppure tutti quei soggetti che hanno riscosso personalmente agli sportelli Western Union almeno una rata di pensione in prossimità dell’avvio del processo di verifica. Nessun controllo, ovviamente anche per le pensioni già sospese da Citibank a seguito del mancato completamento delle precedenti campagne di accertamento dell’esistenza in vita o di riaccrediti consecutivi di rate di pensione.

Come funziona la verifica

Citibank N.A. avvia la verifica dell’esistenza in vita con la spedizione della lettera esplicativa e del modulo standard di attestazione ai pensionati interessati dal processo di verifica dell’esistenza in vita. La modulistica è redatta sia in lingua italiana sia, a seconda del paese di destinazione, in inglese, francese, tedesco, spagnolo o portoghese. Ai pensionati residenti in Canada e Svizzera, Citibank N.A. invia la lettera e il modulo in tre lingue (italiano, francese e inglese in Canada; italiano, francese e tedesco in Svizzera).

Nelle suddette lettere esplicative è indicata anche la data di restituzione del modulo di attestazione dell’esistenza in vita. La lettera, che riporta anche la data entro cui il modulo di attestazione va restituito, riporta

– le istruzioni per la compilazione del modulo di esistenza in vita;

– la richiesta di documentazione di supporto (fotocopia di un valido documento d’identità del pensionato con foto);

– le indicazioni per contattare il Servizio Citibank N.A. di assistenza ai pensionati.

Per consentire un’ordinata e tempestiva gestione del flusso di rientro delle attestazioni, il modulo è personalizzato per ciascun pensionato. Per questo motivo gli interessati devono utilizzare esclusivamente il modulo ricevuto da Citibank N.A. e non possono utilizzare moduli in bianco. Il pensionato che non riceve il modulo o lo smarrisce deve contattare il Servizio di assistenza della banca, che provvede a inviarne un nuovo personalizzato.

Malati, infermi e altri casi particolari

Per attestare l’esistenza in vita, a fronte di casi particolari, sono previste procedure alternative. Riguardano soggetti in stato di infermità fisica o mentale, o che risiedano in istituti di riposo o sanitari, pubblici o privati, o affetti da patologie che ne impediscano gli spostamenti, o ancora incapaci o reclusi in istituti di detenzione. In questi casi è necessario contattare il Servizio di supporto di Citi, che rende disponibile il modulo alternativo di certificazione di esistenza in vita. Tale modulo, su richiesta del pensionato o del Patronato, è inviato per posta elettronica in formato Pdf; inoltre, è prevista la possibilità, per i soggetti interessati, di richiedere tale modulo ai Patronati abilitati al Portale agenti di Citibank, in quanto gli stessi possono produrre e stampare autonomamente il pacchetto per la prova alternativa di esistenza in vita.

Il canale dei Patronati

Per i pensionati residenti in Australia, Canada, Regno Unito e Stati Uniti, a partire dalla verifica dell’esistenza in vita riferita all’anno 2015, l’Inps ha fornito a Citibank N.A. una lista di operatori di patronato che, in base alla normativa locale, hanno qualifiche che rientrano fra quelle dei “testimoni accettabili”. Tali soggetti, previa verifica da parte di Citibank N.A. del possesso della qualifica di “testimone accettabile”, sono autorizzati ad accedere al portale specificamente predisposto dalla stessa Citi, al fine di attestare essi stessi, con modalità telematiche, l’esistenza in vita dei pensionati.

La medesima funzionalità di attestazione dell’esistenza in vita dei pensionati in forma telematica è stata resa disponibile anche ai funzionari delle rappresentanze diplomatiche indicati dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale.

I servizi di assistenza

Citibank ha predisposto un servizio di assistenza per i pensionati Inps che può essere contattato visitando la pagina web dedicata (https://www.citibank.com/tts/sa/inps/index.html), inviando una email all’indirizzo inps.pensionati@citi.com oppure telefonando al numero verde nazionale dello Stato di residenza indicato nell’apposita sezione del sito web Citi/Inps.

Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle ore 20 (ora italiana), in lingua italiana, inglese, spagnola, francese, tedesca e portoghese.

La geografia degli assegni

Attualmente le pensioni italiane pagate all’estero, secondo gli ultimi dati dell’Inps sono in tutto 340 mila. Tra il 2018 ed il 2025 i pensionati che percepiscono un assegno negli Stati Uniti sono calati del 40%, -50% Canada e Australia, di contro la Tunisia ha fatto segnare un +255% toccando quota 2.123 soggetti, +144% il Portogallo (che però nel 2024 ha abolito le agevolazioni fiscali per gli stranieri residenti), +75% la Spagna a quota 5.624, e +63% e 1.100 pensionati residenti la Romania. Tolte le pensioni pagate in regime internazionale gli assegni in regime nazionale, frutto dei versamenti sia alla previdenza pubblica che a quella privata) pagati all’estero nel 2025 erano in tutto 35.451.
In dettaglio: 22.530 risiedono in Europa (+38,4% rispetto al 2018), 4.777 in Nord America (-42,8%), 2.075 in Oceania (-51,6%), 2.970 in Sud America (+73,9%), 1.874 in Centro America (-24,1%), 586 in Africa (+16,75) e 624 in Asia (+33,6%). “Negli ultimi 8 anni – è scritto nella memoria presentata dall’Inps – vi è stato un notevole rimescolamento delle destinazioni preferite, dovuto principalmente al mutamento delle convenienze economiche, probabilmente imputabili alle fluttuazioni dei tassi di cambio e del conseguente costo della vita nei diversi Paesi ospitanti, o all’adozione, da parte di alcuni di essi, di politiche fiscali particolarmente favorevoli (nei confronti dei pensionati o, più in generale, di chiunque decida di trasferirsi)”.

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