Wikipedia? Una fonte attendibile e autorevole, tanto da essere utilizzata in documenti ufficiali e istituzionali. Strano, eppur vero. La Commissione europea rimanda a pagine della nota enciclopedia on-line, la cui caratteristica è quella di essere «collaborativa». Vuol dire che chiunque può contribuire a scriverla, aggiornarla, modificarla. Proprio il lavoro svolto dai volontari di tutto il mondo, che permettono la fruizione libera di contenuti in tutte le lingue, getta dubbi sull’effettiva affidabilità dei contenuti, eppure la vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica e la democrazia, Henna Virkkunen, inserisce per ben tre volte link esterni a contenuti di Wikipedia in una sua risposta ad un’interrogazione parlamentare rivolta praticamente all’intero emiciclo.
Un totale di 42 europarlamentari diversi appartenenti a cinque schieramenti – popolari (PPE), socialisti (S&D), liberali (RE), Verdi, Sinistra radicale (laSinistra), non iscritti – chiedono lumi su come la Commissione intenda rispondere alle restrizioni del governo ungherese in materia di diritti Lgbtqi e nello specifico come Budapest ha gestito il gay pride di giugno.
Risponde Virkkunen: «Il Pride di Budapest del 2025 si è tenuto il 28 giugno, nonostante il divieto, ed erano presenti tra le 100 000 e le 200 000 persone. Il ministero dell’Interno (1) ha dichiarato che i sistemi di riconoscimento facciale (2) non saranno utilizzati per punire i partecipanti (3)». Questa affermazione è arricchita da tre note a pie’ di pagina. Andando a guardare a cosa fa riferimento la vicepresidente esecutiva, spiccano i tre indirizzi internet:
1 – https://en.wikipedia.org/wiki/Ministry_of_Interior_(Hungary),
2 – https://en.wikipedia.org/wiki/Facial_recognition_systems,
3 – https://en.wikipedia.org/wiki/Hungarian_Pride_parade_ban#cite_note-184.
La natura delle specifiche a pie’ di pagina risultano singolari nella fonte e nel contenuto, poiché si limitano a rimandare a sezioni dal contenuto puramente didattico, che spiega in pillole cosa sia il ministero degli Interni dell’Ungheria, le tecnologie di riconoscimento facciale, e il gay pride di Budapest. È vero che la nota 184 del terzo link citato nella risposta di Virkkunen rimanda a un articolo di un quotidiano online, ma per poterlo leggere si passa prima attraverso la popolare enciclopedia online.
Ne risulta che per la Commissione europea Wikipedia sia una fonte autorevole e attendibile, sempre che invece non ne risulti una figuraccia. Ad ogni modo la Commissione risponde, e a tutti i richiedenti chiarimenti assicura di essere al lavoro, valutando la risposta fornita dalle autorità ungheresi «al fine di stabilire la conformità al diritto dell’UE, in particolare al regolamento sull’intelligenza artificiale, e di decidere eventualmente in che modo sia opportuno procedere».
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