«Il mio disco arriva dopo un periodo di distanza e silenzio e ha influenzato il pensiero così come la penna: il vissuto è tutto dentro le barre, spiegato nei dettagli, ma custodito nel guscio della musica che per quanto mi riguarda è il tutto». Disincanto di Madame esce oggi di pari passo con l’uscita del singolo Rosso come il fango, terzo singolo estratto dal nuovo lavoro. La canzone è accompagnata da un videoclip scritto, diretto e montato dalla stessa Madame insieme ad Alberto Lonardi. Il disco è il più diretto e necessario della cantautrice (Francesca Calearo): un lavoro in cui tutto ciò che la riguarda (vissuto, fragilità, rabbia, allontanamento volontario dalla famiglia, lucidità) entra nei testi senza filtri. «Il percorso visivo – dice – accompagna quello narrativo. La copertina introduce il tema del valore della musica attraverso l’esposizione del prezzo: nei negozi, la fascetta con il barcode copre l’adesivo originale, mentre la versione in vinile trasparente autografata con il prezzo di 32,90 € bene in vista e senza barcode, è disponibile in esclusiva sullo shop della mia casa discografica».
Madame: “Voglio che si parli di sessualità libera, non di me e del mio coming-out”
La riflessione sul valore personale si estende anche alle affissioni a Milano e Vicenza, dedicate a tutto ciò che nella vita ha un prezzo pur restando incalcolabile. Il disincanto, per Madame, è il desiderio ostinato di capire le cose fino in fondo, senza lasciarsi sedurre da «quattro chiacchiere». «È un album fatto di domande aperte più che di risposte definitive». Alcune di queste domande le scrive sui social: «Perché? Perché ci sono voluti tre anni? Perché ho mollato tutto sul più bello? Perché mi sono chiusa dentro di me, così dentro da non riuscire più ad uscirne? Perché non sono stata forte? Non ho le risposte. Ho solo tante, tantissime domande». Le chiediamo di approfondire, lei va dritta al punto: «Spiegare troppo toglierebbe forza a ciò che è già stato detto nei testi. Le canzoni riflettono una fase della vita in cui la crisi è normale e condivisa, soprattutto in un’età di passaggio, quando ci si affaccia al mondo adulto e tutto diventa più complesso». Qui emerge una consapevolezza nuova, più esposta rispetto ai lavori precedenti, «e anche per questo più in linea con la mia generazione e con il tempo che stiamo vivendo». Il confronto costante, amplificato dai social, è parte di questa trasformazione: «Oggi abbiamo molti più strumenti per capire cosa pensano gli altri, anche dall’altra parte del mondo. È un bene e un male allo stesso tempo, ma resta una forma di dialogo che aiuta a sentirsi meno soli». E poi c’è il coraggio: «Io, da sempre, ho una forte componente di coraggio. Per me è più difficile trattenere le cose che dirle. Ed è un impulso che attraversa tutto l’album».
Madame: “Voglio che si parli di sessualità libera, non di me e del mio coming-out”

La title track, il manifesto del progetto, nasce durante un soggiorno in un riad nella Medina di Marrakesh insieme a Bias, Monkey, Luca Narducci, Lester e Lorenzo Brosio: «Un momento in cui l’atmosfera creativa era quasi tangibile». Subito dopo arriva Come stai?, che entra senza sconti nelle dinamiche dell’industria musicale: manager, radio, sistema dell’intrattenimento ma anche ammissioni personali potentissime, legate alla salute mentale e alla fatica di sostenere fama e aspettative. Non è solo critica: è esposizione totale. «Il pezzo Volevo capire, con Marracash, nasce invece dall’idea di un disincanto condiviso: io pongo domande, lui risponde. Si parla di soldi, fame, origini, coscienza. Nessuna verità definitiva, solo due prospettive che si sfiorano senza chiudersi». Invidiosa è una dichiarazione esplicita: «È un’invidia verso gli uomini — spiega — verso la loro leggerezza e le reazioni che, negli uomini, vengono giudicate diversamente rispetto alle donne. Noi siamo fragili per definizione, mentre a un uomo basta alzarsi in piedi per affermare la propria posizione». Mai più, ancora una volta, è uno sfogo lucido sull’industria discografica: una sequenza di «fotografie» di ciò che Madame ha vissuto e visto vivere agli altri. «Non è rabbia fine a sé stessa — precisa — ma una riflessione sulla gestione delle carriere, sulla differenza tra chi corre i cento metri e chi costruisce nel lungo periodo, sull’importanza di scegliere le persone giuste accanto a sé. In questo percorso, il lavoro diventa anche imparare a essere il primo fan di sé stessi. E io lo sono». Puttana svizzera, con Nerissima Serpe, Papa V e 6occia (un giovane rapper scoperto proprio da Francesca), nasce invece dal desiderio di una posse track alla vecchia maniera.

Il disco si chiude con Grazie, un monologo che prende la forma di una seduta terapeuticA. In pratica Disincanto è un grande calderone degli ascolti di Francesca fin da bambina: riferimenti a Michael Jackson passando per Thom Yorke, Massive Attack e i nuovi Boards of Canada. «Questo mio disco è giovane! (con l’esclamativo). Non indica una direzione, ma invita a fermarsi, dubitare e ripartire. Proprio come ho fatto io».
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