A poco più di quattro mesi dalla sua quotazione in borsa, Magnum Ice Cream – la società che produce i gelati Magnum, Ben & Jerry’s, Breyers e Klondike – è diventata uno dei titoli più presi di mira dagli speculatori nei mercati europei. I dati di S&P Global Market Intelligence aggiornati al 17 aprile e riportati da Bloomberg mostrano che quasi un quinto delle azioni disponibili è oggi oggetto di vendite allo scoperto, una quota più che raddoppiata rispetto a un mese fa. Nella classifica delle società europee dell’indice Stoxx 600 più esposte a questo tipo di scommesse ribassiste, Magnum occupa la 18esima posizione.
Finanza
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La società si è separata dal colosso britannico Unilever alla fine del 2024, con un prezzo di Ipo fissato a 12,80 euro per azione. Da allora il titolo ha perso circa il 14%, scivolando martedì fino a 11,80 euro – l’8% al di sotto del valore iniziale. Un esordio difficile per quella che rimane la principale azienda di gelati al mondo per dimensioni.

Tra i fondi che hanno assunto posizioni ribassiste ci sono Walleye Capital, Marshall Wace e Ilex Capital Partners. Walleye ha incrementato la propria scommessa contro Magnum del 24% nell’ultima settimana, portandola a 3,8 milioni di azioni. Il meccanismo è semplice: si prendono in prestito azioni per rivenderle sul mercato, puntando a riacquistarle in futuro a un prezzo inferiore e intascando la differenza. È, in sostanza, uno short selling classico ma sui gelati.
I FARMACI “DIMAGRANTI”
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Le preoccupazioni degli investitori ruotano attorno a due fattori. Il primo riguarda i farmaci dimagranti a base di GLP-1 – come Ozempic e Wegovy – che riducendo l’appetito potrebbero contrarre stabilmente la domanda di dolci ipercalorici. Il secondo è di natura macroeconomica: le tensioni legate al conflitto in Iran alimentano rischi inflazionistici sulle materie prime, e Magnum ha già dimostrato in passato di soffrire in modo particolare durante le fasi di pressione sui prezzi, registrando una contrazione dei margini. A pesare è poi anche il divorzio da Unilever, che finora aveva garantito solidità al titolo.
A rafforzare il clima negativo, l’analista di BNP Paribas Jeff Stent ha abbassato il giudizio sul titolo da “outperform” a “neutral”, a causa del cambiamento delle abitudini dei consumatori e l’esposizione ai rischi geopolitici.
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