Medioman sindaco? Chissà. Certo, la storia è curiosa. A fine maggio si vota a Macugnaga, 450 abitanti ai piedi della parete est del Monte Rosa, la più spettacolare. Il Comune è commissariato per pasticci vari, e il sindaco prossimo venturo dovrebbe essere Stefano Candiani, leghista di lungo corso, prima senatore e poi deputato, che però è nato a Busto Arsizio, ha fatto il sindaco a Tradate e insomma è un varesotto che a Macugnaga ha solo la seconda casa.
Ma adesso contro Candiani si candida un altro leghista, un ex famoso ma non per ragioni politiche. Si tratta di Francesco Gaiardelli, nome che in sé non dirà molto ai più, ma dice di più a molti se si aggiunge che si tratta del mitico “Medioman”. I diversamente giovani lo ricorderanno: correva l’anno 2001, Gaiardelli era uno degli inquilini della casa del Grande Fratello e l’abitudine di enunciare luoghi comuni gli regalò il soprannome e una strepitosa parodia da parte di Fabio De Luigi per conto della Gialappa’s.
Francesco Gaiardelli 

Uscito dalla casa (quarto classificato, per la storia), Gaiardelli ha fatto di tutto, dal personaggio tivù al pompiere, dal dirigente del turismo al leghista. In effetti, ha un curriculum un po’ da Salvini che non ce l’ha fatta: fra l’altro, gli somiglia pure («Me lo dicono spesso», riconosce lui). L’abitudine di spiegare l’ovvio gli è rimasta, adesso però usa spesso il latino.
Gaiardelli, pure candidato sindaco. Perché?
«Premessa: io sono presidente del Distretto turistico dei Laghi, un’Atl della Regione Piemonte e forse la più importante. Macugnaga la conosco bene, abbiamo lì un ufficio, e ha bisogno di essere rilanciata dopo il commissariamento del Comune e mille altri problemi. Un gruppo di albergatori mi ha chiesto di valutare la possibilità di candidarmi. Ho deciso di accettare perché mi è sembrata una cosa bella, giusta e doverosa».
Amen. Definisca Macugnaga con un aggettivo, uno solo.
«La perla del Monte Rosa».
«Perla» è un sostantivo.
«Ha ragione. Allora dico: affascinante».
Le prime tre cose che farà da sindaco?
«Me la sta gufando? Vabbè, primo: una valutazione realistica della situazione, perché in un Comune commissariato devi capire bene cosa trovi. Secondo: promozione, organizzazione e rilancio del turismo. Terzo: ricerca dei finanziamenti per farlo».
Perché Candiani come sindaco non va bene?
«Io non ho mai detto che non va bene».
Ma si candida contro di lui.
«Non ho proprio nulla contro di lui. Ma molti macugnaghesi ritengono che non sia opportuno avere un sindaco che è anche parlamentare, sta a Roma e si occupa di politica a tempo pieno. Non gliene resterebbe per dedicarsi al paese».
Candiani ha casa lì.
«È un villeggiante».
Neanche lei è del posto.
«No, ma sono ossolano e Macugnaga la conosco molto bene. E io di turismo me ne intendo davvero».
E a Macugnaga non ha nemmeno casa. Da sindaco, dormirà in albergo?
«Un ex vigile del fuoco sa sempre arrangiarsi».
Tutti la danno per spacciato.
«Sono umile: humilitas omnia vincit. Sarò Davide contro Golia. Io sono per Macugnaga, non contro Candiani. Tanto che ci siamo parlati e abbiamo trovato un gentlemen’s agreement per una campagna elettorale corretta».


Candiani è leghista com’era lei.
«Leghista come sono. Ancora iscritto al partito».
Il segretario provinciale, Enrico Montani, dice che la sbatterà fuori.
«Pazienza. Però lo scriva: non sono nemmeno contro la Lega».
Lei è passato a Vannacci, si dice.
«No, assolutamente. La nostra è una lista civica, totalmente civica. Ci sono perfino un paio di ex socialisti».
Ma è appoggiata dal referente locale del generale, Davide Titoli.
«L’ho conosciuto qualche giorno fa. Titoli ha effettivamente dei contatti con quel movimento. Io, no».
Con Vannacci ha parlato?
«Mai».
E con Salvini?
«Prima di candidarmi ho provato a chiamarlo ma non mi ha risposto».
Cosa pensa del generale?
«Rispetto tutti».
Meglio lui o Salvini?
«Vedi sopra: rispetto tutti».
Chi è l’uomo o la donna politica che le piace di più?
«Rosy Bindi».
Prego?
«Sì, lei. Una donna molto intelligente, molto colta e molto preparata».
Meglio lei o Meloni?
«Conosco di più Bindi».
Lei aveva una passione per tutto quel che è celtico. Indossa ancora il kilt?
«Ho quasi 55 anni, non è il caso».
E suona ancora la cornamusa?
«Neanche. L’ho regalata al museo di Gurro di cui sono stato presidente. Il paese è mezzo scozzese perché si narra che lì si fermarono dei mercenari scozzesi che cercavano di tornare in patria dopo la battaglia di Pavia. Vede che il territorio lo conosco?».
Lei ha fatto il vigile del fuoco per 13 anni, ma “discontinuo”. Che significa?
«È una categoria bistrattata, come gli insegnanti precari. Mi sarebbe piaciuto entrare in servizio permanente, ma ho iniziato troppo tardi, quando sono diventato volontario avevo già 35 anni».
Intanto, era uscito dalla casa del Grande Fratello. Pentito?
«Per nulla. È stata un’esperienza meravigliosa che ricorderò per tutta la vita. Anche perché dopo ho bazzicato Roma e il mondo dello spettacolo per qualche anno. Bel periodo».


I suoi ex coinquilini li sente mai?
«Li sento e li vedo. Vengono a trovarmi a casa mia, sulle Alpi. Sono una specie di vecchio zio. Saggio, spero».
Saggio o Medioman? Confessi che quelli della Gialappa vorrebbe strozzarli.
«Al contrario: sono loro molto grato, mi hanno reso famoso. E poi mi chiamo Francesco e sono pacifista».
Immaginerà che ogni giornale, compreso questo, titolerà sul sindaco Medioman.
«Non è svilente: in medio stat virtus. E poi mi sono già candidato altre volte, anche se mai a sindaco».
In politica c’è bisogno di Medioman o di fuoriclasse?
«C’è bisogno di concretezza, caro lei. Senso dello Stato, rispetto delle Istituzioni, impegno sul territorio: la politica è questa».
Un po’ scontato.
«La gente di montagna fa un passo alla volta. Ognuno dà il suo contributo, partendo dalle piccole cose. Credo nell’impegno civico».
Bene. Altre cose che vuol far sapere alla Nazione?
«Direi di no. Saluto cordialmente tutti».
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